La fragilità del nostro sistema immunitario e le difese al Covid 19, dal punto di vista medico

Sebbene le vie respiratorie alte siano il primo portale di ingresso del Covid 19 – potenziale causa della malattia Sars 2 – anche il tratto intestinale, a partire dal cavo orale, gioca un ruolo essenziale. Tra le difese messe in atto in prima linea dal nostro organismo, si trovano quelle non propriamente immunitarie (enzimi o proteine della saliva e del muco delle mucose, e batteri nostri commensali tapezzanti tutte le mucose del nostro organismo) e quelle immunitarie specifiche (gli “anticorpi di mucosa” o IgA, così importanti sia nello sbaragliamento verso agenti microbici esterni sia nel discernimento tra batteri esterni, quindi “nemici”, o nostri normali commensali, quindi “amici”). Inoltre, a livello del tratto intestinale, particolari sistemi enzimatici appartenenti al sistema ACE (molto noto nella gestione dell’equilibrio pressorio e conseguentemente, cardiovascolare dell’organismo) si sono rivelati indispensabili “nell’arginare” o, per contro, permettere la diffusione del Covid 19 all’interno del nostro corpo causando malattia o, addirittura, malattia grave (con complicanze di distress respiratorio, cardiopatia e coagulopatie) (1). A tal riguardo si è visto che:

  • Integrità di barriera mucosale intestinale.
  • Stato nutrizionale in particolare proteico dell’organismo.
  • Tipologia del microambiente batterico intestinale (per differenziazione e quantità) o microbiota.
  • Qualità del muco (per sostanze anti batteriche e antivirali, ph etc).

rappresentano paramentri di valutazione (e conseguente riequilibrio) essenziali per definire un soggetto insospettabilmente “fragile” o “forte” dal punto di vista immunitario.

Partendo dall’osservazione che i bambini piccoli sono i più “resistenti” all’infezione da Covid 19, studi recentissimi (2) si sono soffermati sulla funzione di una particolare glicoproteina presente in una delle potenziali porte di ingresso del virus (cavo orale e apparato intestinale), ovvero la lattoferrina, come possibile strumento di debellamento del virus o di prevenzione verso l’infezione da parte dello stesso.

La lattoferrina

La lactoferrina, detta anche lattotransferrina, è una glicoproteina prodotta soprattutto dalla ghiandola mammaria dei mammiferi, quindi presente nel latte materno e in quello animale. È particolarmente abbondante nel colostro rispetto al latte maturo della fase successiva, per questo è estremamente importante l’allattamento al seno, soprattutto nelle fasi iniziali di crescita del bambino (come d’altra parte lo è, per la colonizzazione batterica precoce ed efficace di tutte le vie del tratto digerente, il passaggio del neonato nel canale del parto rispetto a un taglio cesareo). Negli adulti, durante la crescita, il sistema di difesa è perfezionato da quello immunitario vero e proprio (immunità innata e adattativa) ma la persistenza di altri fattori presenti nel nostro organismo (tra cui la lattoferrina stessa e il nostro microbiota intestinale) fornisce uno strumento di difesa maggiore soprattutto nell’attacco iniziale (ovvero locale) da parte di microbi ambientali. La sua azione non è specificatamente immunitaria (non è cioè una cellula del nostro sistema immunitario), ma di stimolo immunitario (in particolare sull’immunità “innata” ovvero non anticorpale, così come per esempio altre sostanze usate come “integratori” quali la vitamina D, la vitamina C e la quercitina) (3).

Funzione

Grazie alla sua capacità di trasportare il ferro, la lattoferrina è in grado di sottrarlo al metabolismo dei microrganismi patogeni presenti nell’organismo, causandone la morte e, in tal modo, eliminandoli dal sangue dell’ospite (il ferro, infatti, è fonte di grande nutrimento per i batteri, motivo per cui terapie croniche con il ferro non supportante da reale necessità sono controproducenti per la salute). In base a tale meccanismo d’azione, la proteina si comporta da efficace anti-microbico ed anti-fungino. La sua attività diventa così batteriostatica (di “silenziamento”) e battericida verso molte specie di batteri Gram negativi, in seguito alla lesione degli strati di membrana più superficiali. L’azione antivirale, invece, viene permessa grazie alla capacità della lattoferrina di legarsi con i glicosamminoglicani della membrana plasmatica, bloccando l’entrata dei virus e contribuendo a impedire l’insorgenza di processi infettivi, soprattutto in caso di Herpes Simplex, HIV e Citomegalovirus e Covid 19.

Lattoferrina e Covid19

È proprio attraverso la sua azione sulla glicoproteina esterna del Sars-Cov-2 o “spike”, che la lattoferrina impedisce al virus di entrare nelle cellule, come evidenziato negli studi in vitro (2). Il passaggio dal laboratorio alla clinica evidenzia che, somministrando ai pazienti affetti da Covid la forma liposomiale pura della lattoferrina, i tempi di negativizzazione e la vitalità del virus si riducono. Un altro importante dato osservato è che la sede di azione della lattoferrina agisce soprattutto a livello della mucosa nasale, respiratoria e intestinale, ossia le parti del nostro corpo attraverso le quali il virus entra e si moltiplica diventando così, potenzialmente, causa di malattia (e non semplice infezione).

Limiti degli studi

La ricerca, al momento, sta osservando i risultati solo su pazienti affetti da Covid e che quindi hanno già contratto l’infezione e hanno la malattia in corso. Inoltre, il campione studiato è costituito da un numero basso, pertanto tali dati devono essere confermati anche su una popolazione più ampia. Più che di una cura, dunque, sarebbe più saggio parlare di prevenzione, in quanto la lattoferrina non è in grado di uccidere il virus ma è capace di creare un ambiente sfavorevole (di entrata e proliferazione) al virus, rappresentando perciò un aiuto alla situazione di emergenza attuale.

La fragilità del sistema immunitario

Evidenze attuali e in costante aggiornamento dimostrano che maggiore è l’attivazione del sistema immunitario in generale (situazione denomitata infiammazione crionica silente) o locale (vie respiratorie, cavo orale, tratto digerente), minore sarà:

  • La capacità di contenere l’attacco microbico (batterico/virale) e quidi il confinamento a semplice contagio, senza evoluzione in malattia.
  • La capacità di arrestare l’infezione da locale a diffusa nell’organsimo.
  • Il contenimento di molecole di infiammazione (le citochine) così importanti per definire la gravità della malattia.

Qualità del “microambiente flora batterica” locale (microbiota orale) (4-5-6-7), ingaggiamento pregresso del sistema immunitario in loco (infiammazioni croniche come peridontiti, micosi del cavo orale per esempio, ma anche espressioni più subdole di un sistema oro-intestinale già alterato come aftosi ricorrenti, faringiti croniche, faringiti o laringiti da reflusso gastroesofageo, sindrome autoimmuni orali, sinusiti o malattie croniche infiammatorie intestinali, sindrome dell’intestino permeabile) o generalizzato (sindromi infiammatorie come in alcuni tipi di obesità-“obesite” o sovrappeso addominale con sindrome metabolica, diabete), stati nutrizionali difettosi (in vitamine specifiche, antiossidanti specifici e proteine specifiche costituenti le prime difese “non immunitarie”) portano a una situazione di base di alterata (e spesso difficilmente percepita o conosciuta dal soggetto) della funzione di difesa. Tale situazione porterà inevitabilmente, nello scontro con il primo intruso (in questo caso il covid 19), a una battaglia persa.

Le strategie

  • Alimentazione che rispetti un’acidità dei diversi tratti dell’apparato oro-faringeo e digerente; oltre che di modulazione dello stato infiammatorio di base.
  • Modulazione di tutti gli stati infiammatori pre-esistenti, locali e generali.
  • Integratori funzionali: lattoferrina, quercitina, Vit C, Vit D sono solo alcuni esempi (in commercio ci sono integratori a base di lattoferrina bovina e in forma liposomiale), con dosaggi personalizzabili.
  • Uso di probiotici di nuova generazione a livello locale e ripristino dell’eubiosi orale e intestinale.

 

Bibliografia

1. Manipolare il microbiota intestinale per ridurre la gravità dell’infezione da COVID-19

Gastroenterology.

2 Giugno 2020

2.INTERNATIONAL JOURNAL OF

MOLECULAR SCIENCES

Lactoferrin as Protective Natural Barrier of Respiratory and Intestinal

Mucosa against Coronavirus Infection and Inflammation Int. J. Mol. Sci. 2020, 21, 4903 https://www.mdpi.com/1422-0067/21/14/4903

E.Campione, T.Cosio, L.Rosa.,C.Lanna, S. Di Girolamo, R. Gaziano, P. Valenti, L. Bianchi

Dermatologic Unit, Department of Systems Medicine, University of Rome Tor Vergata, 00133 Rome, Italy

Department of Public Health and Infectious Diseases, University of Rome La Sapienza, 00185 Rome, Italy

Department of Otorhinolaryngology, University of Rome Tor Vergata, 00133 Rome, Italy

Department of Experimental Medicine, University of Rome Tor Vergata, 00133 Rome, Italy

Int. J. Mol. Sci. 2020, 21(14), 4903

Received: 17 June 2020 / Revised: 5 July 2020 / Accepted: 9 July 2020 / Published: 11 July 2020

2. Lactoferrin: A Natural Glycoprotein Involved in Iron and Inflammatory Homeostasis.Int J Mol Sci. 2017 Sep 15. Rosa L, Cutone A, Lepanto MS, Paesano R, Valenti P.

3. Jo S, Kim H, Kim S, Shin DH, Kim MS. Characteristics of flavonoids as potent MERS-CoV 3C-like protease inhibitors. Chem Biol Drug Des. 2019 Dec;94(6):2023-2030. doi: 10.1111/cbdd.13604. Epub 2019 Sep 12. PMID: 31436895; PMCID: PMC7162010.

Russo M, Moccia S, Spagnuolo C, Tedesco I, Russo GL. Roles of flavonoids against coronavirus infection. Chem Biol Interact. 2020 Sep 1;328:109211. doi: 10.1016/j.cbi.2020.109211. Epub 2020 Jul 28. PMID: 32735799; PMCID: PMC7385538.

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4. Krishnan K, Chen T, Paster BJ. A practical guide to the oral microbiome and its relation to health and disease. Oral Dis. 2017 Apr;23(3):276-286. doi: 10.1111/odi.12509. Epub 2016 Jul 4. PMID: 27219464; PMCID: PMC5122475.

5. Nikitakis NG, Papaioannou W, Sakkas LI, Kousvelari E. The autoimmunity-oral microbiome connection. Oral Dis. 2017 Oct;23(7):828-839. doi: 10.1111/odi.12589. Epub 2016 Nov 24. PMID: 27717092.

6. Singh H, Torralba MG, Moncera KJ, DiLello L, Petrini J, Nelson KE, Pieper R. Gastro-intestinal and oral microbiome signatures associated with healthy aging. Geroscience. 2019 Dec;41(6):907-921. doi: 10.1007/s11357-019-00098-8. Epub 2019 Oct 16. PMID: 31620923; PMCID: PMC6925087.

7. Kitamoto S, Nagao-Kitamoto H, Hein R, Schmidt TM, Kamada N. The Bacterial Connection between the Oral Cavity and the Gut Diseases. J Dent Res. 2020 Aug;99(9):1021-1029. doi: 10.1177/0022034520924633. Epub 2020 May 28. PMID: 32464078; PMCID: PMC7375741

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