L’uomo ha sempre avuto paura del freddo e il senso comune lo collega a emozioni arcaiche di pericolo e effetti deleteri sullo stato di salute.
Ma come spesso accade con le forze della natura non è tutto bianco o nero.
Nel corso dell’evoluzione l’uomo ha dovuto confrontarsi con il freddo per estendere la sua presenza anche a latitudini non temperate e con un sistema di termoregolazione interna che lo obbligava a mantenere la temperatura corporea costante a 37° centigradi.

Il freddo è uno dei segnali ambientali che il nostro cervello ascolta costantemente per regolare funzioni importanti del metabolismo al fine di adattarsi meglio attraverso meccanismi come:
- Attivazione ipotalamica della cascata tiroidea
- Mitocondriobiogenesi
- Transdifferenziazione del grasso bianco in beige (bruno)
- Modulazione della lipolisi/lipogenesi
- Modulazione della risposta immunitaria
- Modulazione della risposta infiammatoria
L’assenza di questo segnale con la vita a 21° disregola queste vie metaboliche portanto a:
- + grasso bianco – grasso bruno
- + lipogenesi – lipolisi
- Ipotiroidismo
- Riduzione delle citochine antinfiammatorie
- Riduzione dello stimolo all’immunita innata

Il segnale che funge da interruttore è perfettamente compatibile con le normali attività quotidiane.
Per ripristinare l’adattamento metabolico è infatti sufficiente 1 minuto di doccia fredda al giorno.
ATTENZIONE: L’esposizione al freddo in condizioni di sicurezza è controindicata nei soggetti cardiopatici, immunocompromessi, gravide, pazienti psichiatrici, epilettici.
L’esposizione al freddo deve essere fatta a stomaco vuoto e solo in condizioni di buona salute. Se hai dubbi parlane con il tuo medico di medicina generale.
Esistono dei semplici esercizi di respirazione che possono ridurre la sensazione di freddo allo stesso modo di un periodo di attività fisica intensa (bastano 10 min).
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[Photo Credits in copertina Iceman della Marvel tratto da desktopwallpapers4.me, gde-fon.com]