Riserva Cognitiva: la strategia anti invecchiamento del nostro cervello

Uno stile di vita sano e ricco di esperienze stimolanti per la nostra mente è la chiave per prevenire e rallentare molte patologie neurodegenerative che possono sopraggiungere con il passare degli anni.

Relazioni interpersonali e socializzazione, interessi culturali e tempo libero da dedicare a noi stessi aiutano a prevenire e curare anche l’ansia e la depressione.

Non è solo una questione di patrimonio genetico, sana alimentazione e regolare attività sportiva: questi elementi, seppur importanti per conservarci in buona salute, potrebbero non essere sufficienti a mantenerci sani ed equilibrati anche dal punto di vista mentale.

Abbiamo bisogno di una ricca Riserva Cognitiva da cui attingere nelle diverse fasi della vita, per fronteggiare soprattutto quelle più fragili dovute all’invecchiamento.

E’ quanto ha illustrato in un recente seminario a Roma, l’Associazione Viversi, che offre percorsi di allenamento per aumentare la Riserva Cognitiva, anche attraverso l’organizzazione di eventi per la divulgazione scientifica e la ricerca, in collaborazione con un gruppo di professionisti specializzati in neuropsicologia clinica, malattie neurodegenerative e riabilitazione cognitiva.

 

Che cosa è la riserva cognitiva

La Riserva Cognitiva è il risultato di esperienze e attività mentali stimolanti che abbiamo “capitalizzato” nel corso della vita.

Un tesoro personale fatto di studio, lavoro, attività culturali, interessi personali, rete sociale, tempo libero. Più la nostra vita è stata ed è ricca di esperienze che ci arricchiscono dal punto di vista mentale, maggiore sarà la nostra Riserva Cognitiva e la capacità di resilienza del cervello rispetto ad eventuali danni neurologici, al declino mentale e a quello fisico.

Come migliorare la Riserva Cognitiva?

Rete Sociale

Gli amici possono salvarci la vita. L’isolamento sociale, spiega l’Associazione ViverSi, è un fattore di rischio per il declino mentale, mentre le connessioni sociali migliorano il benessere e il funzionamento cognitivo perché favoriscono il coinvolgimento e la partecipazione ad attività stimolanti da svolgere in compagnia di altre persone. La condivisione di routine salutari promuove uno stile di vita attivo.

Il Volontariato, ad esempio, ha un impatto significativo sulla Riserva Cognitiva perché implica interazioni sociali che possono favorire la creazione di reti di supporto e stimolare il cervello attraverso la comunicazione, la risoluzione di problemi e il coinvolgimento in attività di gruppo. Fare volontariato riduce quindi il rischio di isolamento sociale e fa sentire la persona utile alla comunità.

 Tempo libero e Riserva Cognitiva sono alleati del benessere mentale. Spesso il tempo libero viene associato esclusivamente al riposo e al relax, ma in realtà può essere un’opportunità preziosa per mantenere il cervello attivo e in salute.

Le attività che scegliamo di svolgere nel tempo libero possono influenzare la nostra Riserva Cognitiva, contribuendo a preservare e potenziare le capacità mentali nel tempo.

Fondamentale è la ricerca e la pratica di esperienze stimolanti e divertenti che favoriscono la plasticità cerebrale e mantengono il cervello allenato. Investire nel tempo libero significa, quindi, prendersi cura della propria mente e migliorare la salute generale del nostro organismo.

Quali Hobby e attività aiutano la Riserva Cognitiva?

Non tutte le attività sono uguali. Alcune, più di altre, stimolano le connessioni neurali.

Attività culturali: leggere libri, giornali, riviste per ampliare le proprie conoscenze, essere aggiornati e mantenere un pensiero critico sulla società; andare a teatro, concerti, musei per stimolare la riflessione, la conoscenza e l’apprendimento; anche imparare nuove lingue è un’attività che favorisce la creazione di nuove connessioni neuronali potenziando numerose aree del cervello.

Attività sociali: partecipare a gruppi di discussione, circoli di cultura/lettura; giocare a scacchi, carte o giochi da tavolo che richiedono strategia e pianificazione; conversare con persone nuove per ampliare la propria rete sociale e stimolare il confronto.

Attività creative: suonare uno strumento musicale o cantare, migliora la memoria e la coordinazione; disegnare, dipingere o scrivere stimola l’immaginazione e la concentrazione; la cucina creativa e il fai da te, aiutano a sviluppare il pensiero pratico e strategico.

Attività motorie con stimolo cognitivo: il ballo combina l’esercizio fisico e la coordinazione mentale; lo yoga e il tai chi migliorano la concentrazione e il controllo mentale; alcuni sport, come il tennis o le arti marziali richiedono rapidità di pensiero e strategia.

Alternare attività diverse, rende la stimolazione cognitiva ancora più efficace. Il segreto è scegliere attività che ci appassionano e ci sfidano!

 

Più attività = più protezione per il cervello

Svolgere attività stimolanti nel tempo libero non è solo piacevole ma porta benefici tangibili a lungo termine.

  • Maggiore flessibilità mentale: la mente si allena a risolvere problemi e ad adattarsi a nuove situazioni
  • Miglioramento del benessere emotivo: il coinvolgimento in attività piacevoli riduce lo stress e l’ansia. Livelli elevati di stress fanno aumentare il livello di cortisolo, favoriscono  l’invecchiamento e limitano le prestazioni cognitive
  • Riduzione del rischio di declino cognitivo e demenza: le attività che richiedono attenzione e apprendimento proteggono il cervello
  • Aumento della qualità della vita: sentirsi mentalmente attivi e motivati migliora il senso di realizzazione personale.

 

Il questionario che misura l’indice di Riserva Cognitiva

Il CRIq è un questionario progettato e standardizzato da un team di esperti ricercatori italiani, Massimo Nucci, Daniela Mapelli e Sara Mondini, in grado di valutare la quantità di Riserva Cognitiva accumulata dagli individui durante tutta la loro vita, a partire dai 18 anni di età.

Il CRIq indaga tre elementi fondamentali che vanno a costruire la Riserva Cognitiva, da cui sono stati ricavati 3 indici:

ISTRUZIONE= CRI – SCUOLA

ATTIVITA’ LAVORATIVA= CRI LAVORO

TEMPO LIBERO= CRI – TEMPO LIBERO

CRI TOTALE

La valutazione della Riserva Cognitiva non serve solo per la ricerca ma ha applicazioni concrete nella pratica clinica.

  • Consente la personalizzazione dei trattamenti: conoscendo la Riserva Cognitiva di una persona, si può modulare l’intervento in modo più mirato
  • Promuove stili di vita salutari che aumentano la Riserva Cognitiva 

Il questionario è stato usato in numerosi studi scientifici per esplorare il concetto di Riserva Cognitiva e il suo impatto in contesti clinici e sperimentali.

Negli studi sul declino cognitivo e Alzheimer, consente di spiegare le differenze individuali nella progressione dei sintomi. Soggetti con un’alta Riserva Cognitiva possono mostrare meno sintomi clinici anche con lo stesso danno cerebrale (es: accumulo di beta-amiloide). Nelle ricerche su invecchiamento sano, il questionario è usato, ad esempio, per correlare stili di vita attivi (lavoro stimolante, hobby cognitivi, studio) con performance cognitive migliori in età avanzata.

 

Tecniche di stimolazione cognitiva: un concetto moderno

In passato si pensava che il cervello fosse immutabile dopo lo sviluppo, mentre il neuroscienziato Peter S. Eriksson, nel 1998, ha scoperto che alcune aree del cervello hanno cellule nervose progenitrici che possono rigenerarsi e sostituire i neuroni danneggiati. Il cervello quindi possiede una sua neuroplasticità, vale a dire la capacità di adattarsi, riorganizzarsi e creare nuove sinapsi.

La somministrazione del questionario avviene utilizzando tecniche di stimolazione cognitiva: memoria, funzione esecutiva, ragionamento, attenzione, pianificazione, abilità visuo spaziali, abilità prassico costruttive, accompagnati da professionisti del settore che si occupano di stimolazione neuropsicologica.

La stimolazione cognitiva è un trattamento non farmacologico il cui obiettivo è contrastare e prevenire il deterioramento cognitivo, garantire una buona qualità della vita alle persone colpite da disagio cognitivo, migliorare le performance cognitive e arricchire la riserva cognitiva in persone sane, stimolare la socialità e l’autonomia, ridurre ansia e depressione.

Grazie a esercizi pratici svolti individualmente o in piccoli gruppi, in ambienti confortevoli, utilizzando strumenti come computer lavagne o fogli, la stimolazione cognitiva valorizza la persona nella sua interezza, considerando gli aspetti cognitivi, psicologici e sociali.

 

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