Piante medicinali e attività fisica: l’azione sugli emuntori, gli organi della giovinezza

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Quando parliamo di integrazione per lo sport molto spesso trascuriamo le sostanze utili a favorire il fisiologico funzionamento degli organi emuntori, ovvero quegli organi come fegato, reni, intestino e polmoni deputati all’eliminazione dei metaboliti tossici (compresi i metaboliti dovuti ad attività fisica) e quindi fondamentali a garantire efficienza fisica e longevità, difatti è appurato che non c’è integrazione che tenga se non siamo in grado di metabolizzare correttamente le sostanze assunte a causa del cattivo funzionamento dei nostri “filtri” naturali.

La depurazione da sostanze nocive è un processo che avviene incessantemente all’interno del nostro organismo e il grado di detossificazione e di eliminazione delle tossine è in larga misura responsabile dello stato di salute di ciascuno di noi, in particolare durante il dimagrimento o la pratica di attività fisica. Poiché sappiamo che diverse tossine, la cui concentrazione nell’ambiente è destinata ad aumentare, possono causare disturbi anche gravi, è essenziale promuovere il funzionamento ottimale degli organi emuntori. Quando gli emuntori funzionano in uno stato ottimale, le tossine prodotte vengono adeguatamente eliminate e l’organismo si mantiene in equilibrio e in salute. Quando, o per un eccessivo accumulo di tossine che rallenta l’attività degli emuntori, o perché i sistemi di drenaggio non sono sufficienti, si crea un sovraccarico di sostanze dannose, questo equilibrio viene meno.

Risultato: lo scatenamento o la recrudescenza dei disturbi più disparati sia sul piano psichico, come affaticamento, difficoltà mnemoniche, insonnia e talora ansietà e depressione, che sul piano fisico, difficoltà digestive, facilità a febbri, costipazioni, raffreddori, recrudescenza delle malattie immuno-allergiche. Ne risente anche la pelle che appare asfittica e opaca; inoltre per osmosi queste tossine trattengono l’acqua, dando luogo al classico fenomeno della ritenzione idrica. Naturalmente di fronte a questo disordine generale dell’organismo si impone il ritorno all’armonia di tutte le funzioni alterate; in particolare sarà necessario agire sulle funzioni epato-biliari, renali ed intestinali.
In questi casi è opportuno un intervento detossificante operando su più fronti, dalla corretta alimentazione all’uso razionale delle piante medicinali. Possiamo pertanto parlare di fitoterapia anzi, per essere ancora più precisi, di Fitogenomica.

La Fitogenomica è la scienza che studia l’azione dei principi attivi vegetali a livello genomico. Grazie ai dati più recenti presenti in letteratura si riescono così a spiegare molte attività delle piante medicinali, soprattutto per quanto riguarda la loro azione sugli emuntori, i cosiddetti “drenanti”. Gli emuntori sono organi che per funzionare correttamente necessitano di una fisiologica trascrizione di enzimi a livello genomico, molte problematiche epatiche o renali sono correlate ad una alterata sintesi di enzimi deputati alla depurazione. Gli estratti vegetali, agendo a livello genomico, possono indurre la trascrizione degli enzimi necessari alle reazioni di coniugazione e di eliminazione delle tossine.

Ci sono studi che evidenziano come i polifenoli svolgano azione epatoprotettrice agendo a livello del DNA e inducendo la trascrizione di enzimi antiossidanti deputati alle reazioni di fase 2 di coniugazione epatica. Dati sperimentali dimostrano che i polifenoli determinano un rafforzamento delle reazioni di coniugazione epatica endogene e che questo potenziamento si ottiene attraverso l’attivazione degli elementi di risposta antiossidante (antioxidant responsive elements, ARE), coinvolti nella induzione di enzimi detossificanti.

I polifenoli inducono pertanto l’espressione dei geni codificanti per gli enzimi di fase II attraverso le vie intracellulari di attivazione degli ARE/EpRE. I polifenoli possono modificare la capacità di Keap1 di sequestrare l’Nrf2, oppure attivare le MAP chinasi (ERK, JNK e p38), probabilmente coinvolte nella stabilizzazione dell’Nrf2. L’Nfr2 potrebbe così traslocare nel nucleo ed attivare i geni contenenti le sequenze ARE/EpRE nel promotore. Modificato da: Masella R et al. J Nutr Biochem 2005;16:577.

Risulta pertanto fondamentale introdurre nella fisiologica integrazione sostanze in grado di svolgere azione “drenante sugli emuntori”. Proprio per questo da millenni si utilizzano piante medicinali in grado di coadiuvare la fisiologica funzionalità epatica come Carciofo, Tarassaco, Cardo mariano, Crisantellum, Curcuma xanthorrhiza, Fumaria, Rosmarino gemme, Segale, Nocciolo gemme o piante in grado di coadiuvare la funzionalità renale come Equiseto, Betulla bianca, Finocchio selvatico, Pilosella, Ginepro bacche, Ononide, Tè di Giava foglie, Ortica comune, Zea mays L. Questo per citare solo due dei principali emuntori, ma per svolgere una corretta azione drenante bisogna conoscere molto bene tutti gli organi deputati alla depurazione.

Ad esempio che senso avrebbe seguire una corretta alimentazione se problematiche intestinali impediscono il corretto assorbimento dei nutrienti?

A questo proposito è molto interessante la filosofia della Medicina Biointegrata (www.medicinabiointegrata.it ) e del sistema terapeutico MDT che pone l’attenzione oltre che sul rimedio mirato, anche sull’organo da drenare (es. intestino, vescica biliare, polmoni etc) e sulle caratteristiche costituzionali dell’individuo. Possiamo affermare che un utilizzo corretto delle piante medicinali sugli organi emuntori migliori le performance atletiche e soprattutto lo stato di salute dell’individuo, tuttavia risulta fondamentale ricercare preparati in grado di agire in modo sicuro, specifico ed efficace.

 

[Ph. Credit forvit]
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