Vincere Le Paure

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Liberarsi dei mali della società moderna quali i disturbi d’ansia, nevrosi, attacchi di panico, ipocondria, depressione, senza l’ausilio di psicofarmaci e in tempi brevi: utopia? No, realtà.

La risposta ci viene fornita dal Modello di Terapia Breve Strategica la cui evoluzione si deve agli studi e alle ricerche di Paul Watzlawick (ricercatore associato presso il Mental Research Institute di Palo Alto – California) e del Dr Giorgio Nardone, psicologo-psicoterapeuta, direttore del Centro di Terapia Strategica di Arezzo e docente presso la Scuola di specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università di Siena.

Vediamo di comprendere di cosa si tratti, a cominciare dalla denominazione stessa 

L’attrice Anne Hataway fotografata da Andrew H. Walker

Terapia Breve Strategica. Breve perché con 10-12 sedute a cadenza settimanale si riescono ad estinguere i sintomi ed il disagio psicologico provato; strategica perché, a seconda del problema e del soggetto, vengono usate strategie diverse.

Con il termine “Strategica” s’intende che si mira alla ristrutturazione delle rappresentazioni e percezioni che il paziente ha di se stesso, degli altri, del mondo.

Un paziente ansioso, ad esempio, per difendersi da questo suo stato per lui fonte di disagio, pone in essere una serie infinita di comportamenti (rituali, richieste di aiuto, etc.) che finiscono per ampliare il suo stato ansioso creandogli un equilibrio disfunzionale, un equilibrio che lui percepisce come naturale, ma che in realtà non lo è.

La Terapia Strategica interviene proprio su queste “manovre” messe in atto dal soggetto nell’intento di combattere i suoi disturbi; attraverso interventi apparentemente semplici, quali raffinate suggestioni, paradossi e “trabocchetti” comportamentali, si conducono i soggetti a cambiare il modo di percepire la realtà.

La “Scuola di Terapia Strategica” ha messo a punto specifiche strategie capaci di produrre una rapida soluzione per le diverse varianti del problema fobico.

Interventi che, per quanto pianificati, devono comunque essere adattati alle singole persone ed ai particolari contesti relazionali.

Quello che dobbiamo tenere presente è che la Terapia Strategica Breve, non s’interessa al “perchè” i disturbi si formino e perdurino, ma sul “come” funzionino nella loro persistenza.

Dipinto digitale dell’artista Catrin Welz-Stein

Invece di condurre i pazienti alla coscienza dell’origine del problema (questo lavoro richiede anni di analisi) l’attenzione è rivolta alle loro tentate soluzioni disfunzionali, si interviene interrompendole e cercando di condurre i comportamenti alla normalità, ma si badi bene, non in modo che il paziente percepisca il tutto come una “rivoluzione” nel suo modo di essere e di vedere le cose, che non accetterebbe sicuramente, ma come un naturale cambiamento nel suo modo di percepire la realtà.

Insomma non si cambiano le “carte in tavola” ma semplicemente “si mescolano” facendo apparire normalmente attuabile un comportamento prima evitato per paura o fobia.

La terapia del futuro, dunque, per risolvere qualunque problema psicologico.

Perché oltre ad essere efficacissima si realizza in tempi brevi, anzi brevissimi se rapportati alla durata, in media, di un trattamento analitico tradizionale, ed è bene sottolinearlo, senza il ricorso ad alcun tipo di psicofarmaco o di medicinale.

Con evidenti vantaggi per i pazienti anche in termini economici.

 

Puoi contattare la Dr. Valeria Guerra telefonando al 3355926464

Puoi scriverle una mail a info@valeriaguerra.it

 

 

[Photo Credits Evolution Design, l’attrice Anne Hataway fotografata da Andrew H. Walker, aprilamente.info, dipinto di Catrin Welz-Stein da Pinterest]

Autore

Valeria Guerra

Valeria Guerra

Psicologa, Pedagogista, Psicoterapeuta, Docente, Responsabile del dipartimento di Mentoring e Coaching presso la Scuola d’Impresa, Assimpresa Accademy, ..