Metastasi, la grande sfida dell’Oncologia

Scritto da

Ricaduta del tumore e metastasi

La ricaduta del tumore e la formazione di  metastasi in alcuni tumori può verificarsi anni o addirittura decenni dopo il trattamento primario, causando enormi danni ai pazienti.

Tali eventi possono essere responsabili della stragrande maggioranza dei decessi correlati al cancro.

L’incapacità di trattare le metastasi è la sfida più importante affrontata dagli oncologi moderni.

Il lungo periodo di tempo in cui i pazienti rimangono asintomatici prima della manifestazione metastatica  rappresenta il fenomeno clinico noto come dormienza tumorale.Tabella-raffigurante-il-meccanismo-di-azione-delle-metastasi

Cos’è la dormienza tumorale?

La dormienza tumorale è stata inizialmente definita come un arresto temporaneo della mitosi e della crescita. L’arresto mitotico si riferisce precisamente alla dormienza cellulare, suggerendo che un arresto nelle fasi mitotiche  G0-G1 è assolutamente plausibile in alcune cellule tumorali.

Arresto della crescita significa massa tumorale dormiente, in cui le cellule cancerose costituenti il tumore sono mantenute numericamente costanti dall’equilibrio tra divisione cellulare e apoptosi.

L’attuale letteratura suggerisce che quest’ultimo processo potrebbe essere dovuto a una dormienza angiogenica o immunologica.

È ampiamente ammesso che le cellule tumorali residue incontrino continuamente diverse condizioni che ne limitano la crescita durante la diffusione e la progressione tumorigenica come: ipossia, deprivazione nutrizionale e stimoli chemioterapici.

Latenza di crescita tumorale ovvero dormienza angiogienica

Queste cellule tumorali possono rilasciare determinati fattori per modulare le loro vie di segnalazione legate alla crescita attraverso  i “crosstalk” tra cellule tumorali residue e i loro microambienti, portando a uno stato di dormienza o proliferazione.

Le cellule tumorali residue possono sfuggire alla sorveglianza immunitaria e all’effetto letale della chemioterapia in condizioni di sopravvivenza difficile attraverso l’arresto della crescita. Tuttavia, potrebbero uscire dalla dormienza e proliferare di nuovo in organi distanti.

Negli ultimi 2 decenni, scoperte costanti hanno cercato di chiarire le fonti, i fenotipi, le proprietà, le nicchie di accoglienza e le vie di segnalazione delle cellule tumorali disseminate (DTC) che predicono la sopravvivenza, la dormienza e la riattivazione di malattie residue minime nel carcinoma della testa e del collo (HNC).

rappresentazione-di-una-cellula-tumorale-metastasi

Cancer cell credits Sciencephoto.com

La ricerca continua per capire i meccanismi delle metastasi

È stato svolto un ampio lavoro per stabilire i DTC come marcatori di selezione e strumenti di monitoraggio per identificare lo stadio iniziale dei tumori, causa della loro crescente identificazione come principale motivo di recidiva metastatica.

I DTC sono generalmente rilevati nel midollo osseo (BM). La maggior parte di essi rimane in uno stato di quiescenza.

Un sottogruppo di DTC circolanti nel sangue è denominato cellule tumorali circolanti (CTC) e alcuni risultati hanno indicato che i DTC potrebbero contenere un fenotipo simile a una cellula staminale chiamato cellula staminale tumorale (CSC).

Un numero significativo di prove ha dimostrato che DTC e CTC potrebbero essere rilevati in pazienti asintomatici con melanoma, carcinoma mammario, carcinoma della testa e del collo, ecc.

Cellule metastatiche di melanoma umano, credits Science Source

Concludendo è fondamentale una terapia complementare unita ai controlli periodici

Tuttavia il meccanismo alla base per il quale DTC e CTC mantengano la sopravvivenza a lungo termine e si riattivino per formare micrometastasi in organi distanti è mal compreso.

Recentemente, sono stati rivelati i meccanismi sottostanti dei DTC nella dormienza tumorale.

Per tale ragione è fondamentale, come sempre raccomando anche in caso di guarigione clinica, che il paziente continui “ad libidum” la terapia complementare e si sottoponga periodicamente a visita, al fine di ciclizzare la terapia proposta.

 

Autore