L’olio di riso: un prezioso alleato per la nostra salute

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Se il riso è uno dei più antichi e diffusi alimenti al mondo, non possiamo dire lo stesso per l’olio di riso, la cui produzione in Europa e negli Stati Uniti è cominciata solo nel 1992, risultato di diversi studi positivi sugli effetti salutari dei suoi componenti e delle buone caratteristiche organolettiche.

Composizione e proprietà

L’olio di riso è un olio alimentare vegetale estratto dalla crusca e dal germe di riso (Oryza Sativa), per pressione e successiva raffinazione. Si presenta di colore giallo chiaro, limpido, dal sapore gradevole e leggermente dolce e con acidità inferiore allo 0.5%.

Contiene acido linoleico, acido oleico e acido alfa linolenico come acidi grassi insaturi, e acido palmitico e acido stearico come acidi grassi saturi.

Secondo il Professor Edoardo Ascari, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna ed Oncologia Medica I.R.C.C.S. del Policlinico San Matteo di Pavia, quello che distingue principalmente la composizione dell’olio di riso rispetto a quella di tutti gli altri oli vegetali è il contenuto particolarmente elevato in sostanze non-saponificabili. Queste sono rappresentate prevalentemente da steroli vegetali e da un componente del tutto specifico di questo alimento, il gamma-orizanolo, costituito da una miscela di esteri di steroli vegetali con l’acido ferulico, dalle potenti proprietà antiossidanti. Il contenuto in steroli vegetali dell’olio di riso è circa due volte superiore a quello dell’olio di mais e dieci volte superiore a quello dell’olio d’oliva.

Studi e ricerche sull’olio di riso

Le prime ricerche sulle proprietà dell’olio di riso (in particolare del gamma-orizanolo) sono condotte da alcuni ricercatori giapponesi già alla fine degli anni ’60, mettendo in risalto le caratteristiche ipolipemizzanti dell’alimento (cioè la capacità di abbassare i livelli di colesterolo LDL nel sangue e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari). Negli anni ottanta iniziano invece i primi trials clinici controllati che evidenziano un significativo calo del colesterolo totale e della componente LDL ed un lieve aumento dei valori HDL del colesterolo. 

Come ci spiega ancora il professor Edoardo Ascari, la somministrazione dell’olio di riso in alcuni studi, o del solo gamma-orizanolo in altri, ha dimostrato quindi una buona attività nel ridurre significativamente nell’uomo la concentrazione nel sangue del colesterolo totale e anche nella riduzione del livello di trigliceridi, altro fattore di rischio nella genesi delle malattie cardiovascolari.

Una dieta equilibrata con l’olio di riso

I livelli di assunzione che hanno dimostrato un’attività ipolipemizzante a breve termine sull’uomo erano, nella maggior parte dei trials, di 50 grammi/die di olio di riso (circa 3-3,5 cucchiai da cucina) e di 100-300 milligrammi/die di gamma-orizanolo. Per una razione giornaliera di 50 grammi di olio di riso, quindi, sarebbe ottimale un tenore di gamma-orizanolo nel prodotto raffinato attorno allo 0,4 – 0,5%. Il rapporto fra assunzione di olio di riso o di suoi componenti e metabolismo dei lipidi è stato oggetto di alcune revisioni della letteratura medico-scientifica di recente pubblicazione, in cui sono stati riassunti e rivisitati criticamente i risultati dei singoli studi sperimentali effettuati in materia.

Il controllo di tali parametri con una dieta corretta rappresenta una misura fondamentale nella prevenzione della malattia degenerativa aterosclerotica, che costituisce la prima causa di mortalità nel mondo occidentale.

 

 

Autore

Antonella Alberici

Antonella Alberici

Responsabile Ufficio Stampa di Agemony. Laureata in Comunicazione e Mass Media presso Università La Sapienza di Roma, iscritta all’Ordine dei Giornalisti ..