Le proteine per dimagrire e il disturbo del ciclo dell’urea

Scritto da

Agemony è un portale che si propone di diventare un punto di riferimento per coloro che desiderano accedere ad una informazione corretta.

Il 17 agosto 2017 il quotidiano d’informazione on line Rete News 24 ha pubblicato una notizia col titolo “Mamma bodybuilder muore per troppi integratori: lascia due bimbi piccoli”. L’articolo poi prosegue affermando che la ragazza di 25 anni, che si stava preparando per una gara di bodybuilding, è morta a causa di un eccessivo consumo di integratori di proteine e solo alla fine cita che era affetta da una malattia del ciclo dell’urea. Questo è un tipico esempio di cattiva informazione che punta sulla spettacolarità del titolo per attirare attenzione.

Vediamo di esaminare in maniera più approfondita questa notizia. Senza dubbio le persone che preparano una gara di bodybuilding tendono ad aumentare la quota proteica, avvalendosi dell’uso di integratori in polvere spesso utilizzati a ridosso dell’allenamento per il loro più veloce utilizzo. Comunque l’aumento della quota proteica è efficace per varie ragioni: contrasta il catabolismo muscolare favorito dalla dieta ipocalorica finalizzata alla perdita di grasso, le proteine hanno un effetto termogenico più elevato rispetto agli altri macronutrienti e quindi hanno un efficienza calorica inferiore dato che parte delle loro calorie, circa il 30%, sono spese per la loro metabolizzazione, le proteine stimolano di meno l’insulina rispetto ai carboidrati e l’insulina rallenta il dimagrimento, mentre stimolano il GH che è un ormone anabolico che brucia i grassi. Le proteine, inoltre, hanno un effetto anoressante legato soprattutto agli aminoacidi leucina e tirosina che agiscono a livello del sistema nervoso centrale.

Eccedere con le proteine non è senz’altro salutare, come d’altro canto eccedere con qualsiasi cosa, ma la pratica di una dieta iperproteica per il periodo limitato ad una preparazione di una gara non è sicuramente pericolosa. Diverso è il caso di una persona che abbia una patologia. Nel caso specifico la ragazza deceduta era affetta da un disturbo del ciclo dell’urea. La produzione di urea serve all’organismo per poter eliminare l’ammonio proveniente dal catabolismo delle proteine che è altamente tossico per il sistema nervoso centrale e che se ad alte concentrazioni può addirittura portare al coma e alla morte Per trasformare l’ammonio in urea l’organismo si avvale di determinati enzimi. Sono stati osservati deficit isolati di questi enzimi con una percentuale di 1/30.000. Possono essere congeniti o anche ad insorgenza tardiva, più frequente nelle ragazze. E’ ovvio che un soggetto affetto da questo disturbo deve stare particolarmente attento al consumo di proteine in genere, ma dare la colpa agli integratori  proteici e chiedere una regolamentazione della vendita, come viene accennato nell’articolo è francamente eccessivo perché con lo stesso ragionamento dovremmo regolamentare l’acquisto di ogni alimento prevalentemente proteico.

 

[Photo Credits academiasuplementos]

Autore