La fragilità del sistema immunitario ai tempi del Covid-19 e lo stile di vita

Cari lettori immaginate un motore. Della macchina più potente e di quella che più vi piace. Pensate a cosa comporta il non curarsi della pulizia del filtro, del cambio dell’olio, del rinnovo della batteria e della manutenzione dell’impianto ellettrico di connesione dei sistemi, e della messa in moto. Ecco. Ora pensate al corpo umano.

Solo di recente è stata definito con il carattere di organo vero e proprio, l’INTERSTIZIO. Uno spazio extracellulare ricco di vasi sanguigni e linfatici, che non è altro che l”area” di comunicazione interattiva tra tutti i sistemi del nostro organismo. Sostanze ormonali, ossigeno o radicali liberi, informazioni di carattere biofisico e molecole del sistema immunitario circolano in questo organo e i suoi vasi, assicurando l’apporto di sostanze nutrienti, energia, e finanche stimoli neuro-trasmettitoriali che poi giungeranno al cervello e alla centralina di smistamento di tutte le informazioni della salute (o della malattia) che è l’ipofisi. Solo negli ultimi anni è noto l’impatto dello stile di vita quotidiano sulla salute di questo organo e sulle conseguenze legate ad una alterazione della funzionalità ed efficienza dello stesso.

Immaginate il vostro computer con la schermata home carica di icone e files aperti, e voi che vi arrabbiate perchè è lento, o non efficiente come vorreste. Lo spazio interstiziale (o matrice extracellulare) rappresenta il punto di partenza per una comunicazione efficace tra i sistemi: tutto ciò che porta a stagnazione e blocco di questa impedirà le normali funzioni metaboliche e ormonali dell’organismo (e la tendenza a ingrassare o a favorire inestetismi e disturbi funzionali circolatori), all’ipossia cellulare (mancanza di ossigeno cui consegue uno stimolo angiogenetico di nascita di nuovi vasi, così pericoloso nelle malattie tumorali), all’incapacità di eliminare tossine e metaboliti di scarto dell’organismo con conseguente intossicazione e reclutamento, con sovraccarico, di altri organi deputati allo smaltimento (come fegato e intestino o polmoni), alla alterazione degli equilibri acidobasici a tal livello consì importanti nel trasporto di ioni e minerali essenzali per il corretto funzionamento di cellule e mitocondri (le nostre fabbriche di energia), alla disconnessione mente-corpo (ovvero alla mancanza di percezione di un disturbo viscerale). Ma non solo. La matrice impregnata, intossicata o rallentata, non ha solo un ruolo passivo nell’indurre la perdita della salute, ma anche un ruolo attivo: tutto ciò che qui si accumula (radicali liberi dell’ossigeno, tossine e prodotti derivati dal nostro metabolismo come l’acido urico, la gliadina, l’omocisteina, alcuni ormoni, i prodotti di glicazione e lipo-ossigenazione * endogeni come da iperglicemia o provenienti dalla nostra alimentazione, e ancora il fumo di sigaretta e i metalli pesanti) è in grado di attivare direttamente il nostro sistema immunitario inducendo una infiammazione cronica silente. Gran parte della ricerca medico-scientifica si è concentrata su quest’ultima, negli ultimi anni, definita come l’origine delle malattie ad oggi considerate prima causa di morte nei paesi occidentali (le malattie cardiovascolari e tumorali).

E solo di recente, la rivalutazione del fisiologico comportamento del sistema immunitario ha dimostrato che a promuovere questo processo infiammatorio è la stimolazione di particolari recettori posizionati sulle cellule dell’immunità innata **: una volta entrate in contatto con determinati motivi molecolari ***(parti di microbi come virus, parassiti, batteri) queste cellule inducono un pronto e immediato ingaggiamento del sistema immunitario determinando, con un azione di regia specifica, quale deve essere l’entità dello stesso e la tipologia di attacco, con la formazione solo in una seconda fase, di anticorpi specifici (che verranno reclutati in un secondo momento di fronte al riconoscimento di nemici già affrontati: con l’immunità adattativa). Come è intuibile, è fondamentale che tale azione di gestione del sistema immunitario, espletata attraverso la produzione di specifiche molecole chiamate citochine, sia commisurata a seconda dell’obbiettivo di risoluzione del problema (debellamento del microbo): una mancanza di controllo o una reazione inadeguata di questa porterà inevitabilmente all’incapacità di difendersi o alla creazione di un danno acuto o cronico superiore a quello previsto (questo accade nel granuloma, nella tubercolosi, nelle malattie croniche infiammatorie intestinali, ginecologiche, auto immuni etc etc.) La cosa straordinaria scoperta negli ultimi tempi però è che non solo i microbi possono attivare queste cellule dell’immunità precoce (e di conseguenza la cascata infiammatoria citochinica) ma anche altri fattori facenti parte della nostra normale, condizionata e spesso “sbagliata” quotidianità: gli stessi elencati sopra nel possibile accumulo della matrice interstiziale.

In sostanza, il nostro modo di mangiare con l’assunzione di stimoli sbagliati più o meno noti (“cibo spazzatura” ma anche il ben più pericoloso eccesso di zuccheri nascosto per esempio), le nostre abitudini di vita (sedentarietà, fumo), ma anche la costante attivazione di stati di allerta psico-emotivi come conseguenze al nostro modo di vivere frenetico e assestato su livelli sempre più alti di performance, fa si che il nostro corpo cambi. Potendo diventare non solo una macchina poco o mal funzionante (come accade nell’invecchiamento non di successo), ma esso stesso una fucina di danno (l’infiammazione). Un organismo già attivato in questo senso non sarà capace di reagire a stimoli di attacco nuovi o imprevisti. E’ questo ciò che accade attualmente in quei casi di evoluzione da “semplice infezione” da Covid 19 (contagiato positivo) a malattia grave. Quello che si sta studiando infatti è che coloro che necessitano del supporto delle terapie intensive sono per lo più persone che hanno già situazioni di impegno cronico del sistema immuntario (anziani defedati, malattie croniche infiammatorie dell’apparato respiratorio o cardiaco per esempio) o persone obese o diabetiche. Di recente è la scoperta che valori nel sangue e conseguentemente nei tessuti (come la matrice extracellulare) di hb glicata alta, conseguente a uno stile di vita sbagliato è presente in quella parte della popolazione “insospettabile” ovvero non nota come essere diabetica, a prescindere dall’età, e per questo motivo a rischio. Da questa esperienza destabilizzante e di cambio epocale che è la pandemia da Covid 19 dobbiamo imparare a difenderci, individuando quali sono le nostre reali fragilità poco conosciute e note, e sconfiggerle. Gli articoli affrontati questo mese su Agemony tratteranno queste tematiche. Buona lettura

*Ages e Ales

**le cellule dendritiche

*** Pamps

“L’invincibilità sta nella difesa. La vulnerabilità sta nell’attacco. Se ti difendi sei più forte. Se attacchi sei più debole”

Sun Tzu

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Potrebbero interessarti anche