La dicitura “senza zuccheri aggiunti” nei prodotti

La dicitura “senza zuccheri aggiunti” è presente in tanti prodotti alimentari che troviamo al supermercato. Un’altra dicitura simile e molto diffusa è “senza zucchero”. Queste diciture sono perfettamente legali, quindi a norma di legge. Non si tratta pertanto di prodotti e aziende che mettono in atto una truffa o qualcosa di illegale. Tuttavia, ciò non significa che tale dicitura non possa essere fuorviante o ingannevole per il consumatore, e in effetti lo sono, ma ribadiamo che la parola ingannevole non è sinonimo di illegale o di truffaldino.

Si tratta però di una dicitura fuorviante perché trasmette al consumatore un’idea errata, e cioè che il prodotto sia più salutare rispetto a un altro simile della stessa categoria ma privo di questa dicitura, e in particolare veicola l’idea che il prodotto non contenga lo zucchero o comunque non contenga degli zuccheri aggiunti diversi da quello tradizionale.

In realtà tutti questi prodotti recanti la dicitura “senza zuccheri aggiunti” contengono invece degli zuccheri che sono diversi dal saccarosio, cioè dallo zucchero tradizionale. Infatti, i regolamenti di legge in ambito alimentare hanno deciso in maniera convenzionale di classificare come zucchero soltanto alcune sostanze dolcificanti, in particolare il glucosio, il fruttosio e il saccarosio. Tutti gli altri tipi di zuccheri e sostanze dolcificanti, sia naturali che artificiali, non rientrano in questa classificazione e quindi le aziende alimentari possono utilizzarli, inserirli, aggiungerli nei prodotti nel vero senso della parola, ma apporre in maniera del tutto disinvolta la dicitura in rilievo “senza zuccheri aggiunti” nella confezione.

Di Miti74/Shutterstock

Se andiamo ad approfondire, leggendo nell’etichetta la lista degli ingredienti, noteremo che il più delle volte vengono aggiunti come sostanze dolcificanti il maltitolo e lo sciroppo di maltitolo. Si tratta di sostanze che derivano dall’amido di mais o di grano, e che sono chiamate anche polioli e si posizionano ai primi posti dell’elenco.

Importante sapere che, essendo il maltitolo e lo sciroppo di maltitolo derivati dall’amido sono sostanze che:

  • apportano calorie
  • fanno aumentare la glicemia nel sangue (anche se leggermente meno dello zucchero tradizionale)
  • fanno produrre insulina al pancreas
  • creano dipendenza come lo zucchero tradizionale
  • alterano la flora batterica dell’intestino in maniera simile allo zucchero

I prodotti recanti la dicitura fuorviante “senza zuccheri aggiunti” sono diversi: biscotti, yogurt, brioche, merendine e snack, succhi di frutta, confetture, chewing- gum, cornflakes, cereali e muesli per la colazione, latte vegetale, fette biscottate, tè freddi, caramelle, creme spalmabili.

Di evrymmnt/Shutterstock

In antri casi, la dicitura “senza zuccheri aggiunti” nasconde l’aggiunta di sostanze dolcificanti come il succo di mela da concentrato, il succo d’uva o il succo di mirtillo. Sono anch’essi zuccheri potenti e ad alto contenuto di fruttosio! Del resto i regolamenti europei e italiani sulle diciture dei prodotti alimentari non considerano questi succhi come “zucchero”, dal momento che per legge si classificano come zucchero soltanto poche sostanze dolcificanti: glucosio, fruttosio, saccarosio, destrosio. Tuttavia sappiamo che il succo di mela è sempre ad alto contenuto di fruttosio, e anche quello d’uva, dal momento che sia la mela che l’uva sono frutti con elevati quantitativi di fruttosio, pertanto aggiungere questi succhi all’interno di una bevanda o di un altro prodotto è come aggiungere il fruttosio, cioè quello che per legge si considera zucchero e che in effetti è zucchero.

Abbiamo parlato degli zuccheri aggiunti, ma a volte a questa dicitura se ne aggiunge un’altra poco chiara e anch’essa fuorviante, quella di “integrale”. Spesso non si tratta di un prodotto veramente integrale, al massimo semintegrale, dato che leggendo gli ingredienti si evince che la maggior parte del prodotto è composto di farina di frumento raffinato, mentre la farina integrale è solo una percentuale molto inferiore.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Potrebbero interessarti anche