Se già dal 1963, neurofisiologi come Hans Selye, ponevano le basi della conoscenza delle reazioni di assestamento del nostro organismo ad uno stimolo (Stressor) esterno, la moderna Psico Neuro Endocrino Immunologia ci fornisce gli strumenti per l’interpretazione di come ciò possa avvenire.
Al pari di un “Google Translate” che permetta di interpretare e tradurre parole di linguaggi diversi provenienti da una informazione originariamente di origine immunitaria, o psico-emotiva, o neurologica, o ormonale, il nostro IPOTALAMO si occupa, nel nostro organismo, di registrare, differenziare e smaltire tali informazioni.
Vera e propria “centralina per eccellenza dello stress” l’Ipotalamo, ricevendo stimoli diversi provenienti dai sistemi diversi dell’organismo, ha lo scopo ultimo di salvaguardarne la sopravvivenza, inducendo l’IPOFISI a liberare una cascata di molecole, che si comportano tal volta come Ormoni, tal altra come Citochine (o molecole specifiche del sistema immunitario), o come Neurotrasmettitori, fino a molecole di modulazione enzimatica, e che rappresentano, in ultima analisi, le parole del linguaggio comune tra quei sistemi (i cosiddetti Neuropeptidi).
Tra gli “stressors” in grado di attivare la risposta ipotalamica, si annoverano fattori virali, tossici, batterici, radioattivi, chimici, termici, ma anche biochimici, metabolici ed emozionali. Non è quindi solo la percezione razionale (corticale) e cioè già elaborata, di afferenze che provengono per esempio dai nostri sensi (via corteccia frontale, come il tatto, la vista, l’udito, il gusto), ma anche quella istintiva, viscerale e non controllabile dalla nostra volontà, delle Emozioni, ad attivare lo stesso ipotalamo, sede, allo stesso tempo, del cervello Limbico o Cervello emotivo (“cervello rettile” e antico).

A questa prima cascata Ipotalamo-Ipofisi-Surreni, conseguirà il consensuale reclutamento di altri organi o sistemi, distintamente coinvolti a seconda dello stimolo stressante iniziale, delle condizioni (ormonali, metaboliche, ossidoreduttive) dell’organismo in quel momento, oltre che delle caratteristiche individuali di risposta dello stesso, geneticamente determinate. L’attivazione di quest’asse permette una fisiologica risposta di adattamento dell’organismo umano ad una condizione “esterna” o “interna” potenzialmente pericolosa, con produzione di molecole (cortisolo, adrenalina e noradrenalina in particolare), che hanno lo scopo prioritario di salvare la vita attivando fenomeni di:
- aumento della frequenza cardiaca e vasocostrizione periferica
- aumento della glicemia
- attivazione di uno stato “mentale” che permetta di rispondere all’evento potenzialmente pericoloso attraverso più possibilità di risposta.

Tale situazione di disequilibrio persistente e attivato, potrà comportare cioè che un evento stressante di natura virale, biochimica, alimentare o emotiva diventi un problema organico o psicologico o immunitario, attraverso la attivazione delle centralina ipotalamica dello stress:
• uno stressor emozionale diventa, per persistente ipercortisolemia reattiva, patologia cardiovascolare, ipertensione arteriosa, ulcera gastrica, osteoporosi, dismetabolismi come ipercolesterolemia e diabete mellito non alimentazione-mediati;

• uno stressor emozionale diventa situazione di sovrappeso o di obesità o di malnutrizione in generale con sarcopenia (per primaria alterazione dello stato dell’umore e del comportamento, con secondaria scelta sbagliata alimentare);
• uno stressor metabolico e ormonale “periferico” primario come il disassamento ormonale e citochinico che si assiste nell’obesità viscerale, diventa secondaria alterazione dell’umore o delle funzioni cognitive (per “Neuroinflammaging”);
• stressors virali o batterici o parassitici, con una situazione di disbiosi intestinale, che attivino il sistema immunitario, diventano fattori di alterazione dell’umore, del comportamento, dell’energia vitale oltre che sessuale.
[Ph. Credit nar-mag, myvega.com, Diario Las Américas, joericarty.com, Reader.gr]
