Il nuovo Coronavirus e quello che possiamo DAVVERO fare per difenderci

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Il danno maggiore è la disinformazione

 

Anche per gli scienziati e medici come noi, è difficile in questo momento di potenziale disinformazione generale, trovare fonti oggettive di comprensione e conseguentemente confronto e discussione, su un argomento così importante quanto imprescindibile da affrontare nella sua originaria e scientifica lettura.

I punti più importanti

 

1 – Il coronavirus ha (per i dati attualmente in possesso) una diffusibilità simile a quella del virus dell’influenza. La sua mortalità ad oggi è dello 0.7% (dato che scende se si tolgono le fasce anziane e di individui già malati).

2 – Le vie di contagio sono le stesse: quella aerea principalmente (saliva) e conseguentemente quella di contatto (di una mano per esempio che abbia coperto la bocca di chi ha starnutito o tossito).

3 – Le parti dell’organismo bersaglio del virus sono le mucose delle vie respiratorie: dalle vie alte (con sintomi di pseudo raffreddore) a quelle più basse alveolo-polmonari. Questo ultimo aspetto, potenzialmente più precoce da instaurarsi rispetto al virus dell’influenza, rende il coronavirus più pericoloso nel causare potenzialmente polmoniti virali.

Credits ZME Science

4 – Le norme a carattere igienico sanitario hanno l’obiettivo di bloccare la diffusione del virus e quindi il contagio tra le persone e dovrebbero essere attuate per ogni tipo di virus e comprendono:

  • lavarsi bene le mani dopo aver toccato superfici di contatto comuni (per esempio maniglie, posti in treno o altri mezzi pubblici, etc) usando dei detergenti specifici;
  • proteggersi la bocca con una mascherina in caso si abbia una qualsiasi sindrome da raffreddamento/influenzale, e proteggersi con la mascherina (o semplicemente girarsi dall’altra parte quando uno tossisce) e con guanti in caso si debba, per lavoro, visitare persone affette o si abbia a che fare con persone che mostrano tali sintomi;
  • altre più specifiche per il personale sanitario (per difesa personale e di contrasto alla diffusione).

Credits Harvard Health – Harvard University

5 – Ogni volta che si entra in contatto con il virus, una parte del nostro sistema immunitario si attiva (in tempi e modi specifici) producendo una reazione primaria di difesa efficace che mantiene l’infezione allo stato di semplice infezione e non di malattia.

Oppure producendo una reazione non efficace, lasciando quindi sviluppare la malattia verso cui, in un secondo tempo, sarà in grado di produrre gli anticorpi specifici (un po’ come il virus della mononucleosi: la maggior parte della popolazione “incontra” il virus e quindi contrae l’infezione, ma solo pochissimi sviluppano la malattia con febbre, ipertrofia ghiandolare, in alcuni casi epatite, etc).

Una volta prodotti gli anticorpi – è passato troppo poco tempo dalla diffusione del nuovo coronavirus ad oggi – gli scienziati saranno in grado di produrre i vaccini (accanto all’isolamento dei ceppi specifici su cui già si sta lavorando).

6 – I virus della famiglia dei coronavirus sono sempre stati tra di noi, ma è la sequenza genica di questo nuovo ceppo (da cui prende nome il COVID-19) ad essere nuova e a trovarci, per questo motivo “spiazzati” perchè privi ancora degli anticorpi, associandosi per questo motivo anche a una maggiore diffusibilità.

Immagini combinate da un’animazione medica 3D, raffigurante la forma del coronavirus e la vista in sezione trasversale. L’immagine mostra gli elementi principali tra cui la proteina Spike S, la proteina HE, l’involucro virale e l’RNA elicoidale. Crediti e licenza Creative Commons “BY-SA (Attribution-ShareAlike 4.0 International)”.

Quali sono gli aspetti fondamentali che ci permettono di difenderci efficacemente?

 

1 – Gli studi immunologici e genetici hanno definito una parte del DNA umano (definito nel sottotipo 04 del polimorfismo HLAb27) presente nella popolazione della Cina del sud (e in particolare nella città Wuhan) e assente nella nostra popolazione occidentale, che rende i soggetti che lo presentano, più predisposti all’infezione del virus.

2 – Se è vero che c’è bisogno di tempo per fornire una produzione di anticorpi specifici per il virus, da subito possiamo e dobbiamo favorire le nostre difese immunitarie (Immunità Innata) che lavorano parallelamente, favorendo:

  • un rinforzo immunitario globale contrastando la diffusione del virus tra la popolazione, una sorta di “effetto vaccino”;
  • una riduzione del potere virulento (aggressività e quindi pericolosità) del virus;
  • una accelerazione della produzione di anticorpi.

Credits Drug Target Review

Quali sono gli strumenti per rinforzare il nostro sistema immunitario?

 

1 – Alimentazione

2 – Stato di salute del nostro “Sistema Immunitario-Intestino”

3 – Integrazione e Nutraceutica

4 – La Febbre

5 – Controllo dello Stress

Il seguente video mostra le grandi glicoproteine ​​S che vengono utilizzate dal virus per accedere alle cellule umane. Si attaccano ai recettori sulla membrana cellulare. Questo legame convince la cellula che il virione non è una minaccia e consente l’ingresso del virus. L’esatto meccanismo per ciò accada non è noto. Probabilmente, il virus si lega alla membrana della cellula umana, rilasciando il suo contenuto nel citoplasma. In alternativa, come mostrato qui, la cellula umana ingerisce il virus in un processo noto come endocitosi.

Alimentazione

 

1 – Evitare il più possibile i cibi che, per loro potere diretto e indiretto (tramite la loro azione sul sistema immunitario microbiota correlato) favoriscono l’infiammazione dannosa: cereali raffinati e troppo ricchi in glutine, zuccheri e dolci industriali, alimenti ricchi in caseina (latte e formaggi: andrà bene la ricotta saltuariamente priva di caseina).

Andranno bene i cereali integrali o il grano saraceno (sia in pasta, farine o polenta). L’overload di gliadina e di caseina infatti favorisce un’inefficace attivazione degli enzimi digestivi ad opera degli enterociti in particolare di digiuno e ileo. In tal modo si favorisce un’attivazione (ad opera dei biopeptidi prodotti che vengono così assorbiti) delle cellule presentanti l’antigene della lamina basale sotto mucosale intestinale e la conseguente attivazione del cosiddetto fenomeno di “distrazione immunitario”.

Questo rappresenterà uno stimolo di inflammaging con promozione di infiammazione cronica silente da una parte, e immunodepressione dall’altra.

Credits The Guardian

2 – Favorire alimenti ricchi in armi contro il virus: estratti prevalentemente di verdure, con l’aggiunta di limone (e non arancia) apportatore della forma attiva di Vit C.

3 – Favorire l’assunzione giornaliera di grassi buoni che concorrono a costruire la parete del globuli bianchi e delle cellule di difesa delle nostre mucose: l’olio di oliva extra vergine (anche spremuto a freddo), l’olio di semi di lino, l’olio di semi di canapa.

Il turn-over fisiologico di tali membrane ricche in fosfolipidi infatti (di circa due giorni) necessita di un alto carico di questo tipo di fosfolipidi che ne favorisce la fluidità e quindi l’adattabilità cellulare e la funzionalità, rispetto a grassi trans ottenuti invece per ingestione di zuccheri e cibi industriali e raffinati.

Allineamento di sequenze multiple tra proteine ​​di picco di 2019-nCoV e SARS. Le sequenze di proteine ​​di picco di 2019-nCoV (Wuhan-HU-1, Accession NC_045512) e di SARS CoV (GZ02, Accession AY390556) sono state allineate utilizzando il software MultiAlin. I siti di differenza sono evidenziati in riquadri.

Stato di salute del microbiota intestinale

 

Il microbiota intestinale contribuisce per il 70% alla qualità del nostro sistema immunitario!

Grande parte del nostro sistema immunitario infatti si trova nella lamina proprio al di sotto della mucosa di digiuno e ileo. La sua continua e bidirezionale comunicazione con la “flotta” batterica (comprensiva del suo patrimonio genomico) della sovrastante popolazione del microbiota (e microbioma) da una parte e le cellule presentanti l’antigene (macrofagi in particolare) della sottomucosa, fa sì che tutto proceda per il meglio (tolleranza orale) o no.

In questo caso, e nel problema specifico che sto trattando (Coronavirus – N.d.r.), vi sarà una alterata attivazione della cellularità immunitaria innata (cellule dendritiche, macrofagi) con deplezione delle nostre difese generali.

Per contro, il ripristino dell’eubiosi (con probiotici, prebiotici ed eubiotici fitoterapici o nutraceutici) favorirà indirettamente e direttamente (per protezione delle tight junctions delle celulle enterocitiche) lo spegnimento dell’infiammazione di base e un buon controllo verso gli agenti esterni.

Favorire l’assunzione di probiotici (kefir) e prebiotici (verdure a foglia verde, grano saraceno, mela etc) che concorrono a ripristinare la normale flora intestinale e l’integrità di barriera della mucosa (prima arma di difesa verso l’entrata nella cellula del virus).

Credits fondazioneveronesi.it

Integrazione e Nutraceutica

 

Con una adeguata integrazione fitoterapica o citochina personalizzata sulla predisposizione individuale di ogni soggetto e, molto semplicemente, con l’assunzione quotidiana di 1 g di acerola Vitamina C (o di 350 g tre volte al giorno), o di ascorbato di potassio (succo di limone fresco con l’aggiunta di bicarbonato DI POTASSIO).

Anche il resveratrolo, molecola ad azione immunomodulante molto specifica, si è visto contrastare non solo l’entrata nella cellula del virus, ma anche la sua trascrizione (e quindi proliferazione) e la concomitante attivazione del sistema immunitario innato e adattativo.

In particolare il resveratrolo nella sua forma più attiva, la polidatina del Polygonum cuspidatum o grano saraceno, si è visto lavorare sul sistema dell’immunità innata e su quella adattativa tramite un’azione di:

1 – blocco della replicazione virale intra cellulare per blocco del fattore NfKb;

2 – potenziamento della immunità innata con azione specifica su IL 10 (e reclutamento e attivazione macrofagica);

3 – accelerazione della risposta immunitaria adattativa per azione sui Tregulators e stimolo sui Thelper CD4;

4 – regolazione del rapporto CD4/CD8 (con rinforzo della azione citotossica dei CD8).

Credits Daily Express

Febbre

 

La febbre, e questo vale per ogni affezione virale o batterica, è la prima arma del nostro organismo per distruggere l’ospite indesiderato.

Non dovrebbe essere abbassata prima dei 38,5 gradi (facendo attenzione nei bambini piccoli però per il rischio di convulsioni). Va invece modulata con l’utilizzo di bagni freddi alle estremità.

Inoltre un’adeguata idratazione anche con bevande calde da sorseggiare, rappresenta un fisiologico contributo di rinforzo delle nostre difese. Sono da evitare inoltre sbalzi termici importanti per le nostre mucose (passaggio da caldo a freddo senza coprirsi la bocca: il danno meccanico favorirà l’infiammazione locale e quindi la depressione del sistema immunitario favorevole).

Gestione dello stress

 

La dilagante DISINFORMAZIONE cui stiamo assistendo contribuisce enormemente a ridurre le nostre difese immunitarie. La sensazione di PAURA provocata infatti, favorisce l’incremento di un ormone specifico come il CORTISOLO – o comunque dell’attivazione dell’asse dello stress che indurrà una risposta ormonale specifica in base al biotipo costituzionale come in alcuni l’ormone tiroideo – che contribuisce a sua volta a deprimere il nostro stato immunitario.

Per questo, fitoterapici cosidetti “adattogeni” come la Whitania somnifera, l’eleuterococco e altri ci possono riportare a uno stato di equilibrio.

Witania Somnifera. Credits Himalaya Herbals

Concludendo

 

Rivolgetevi appena possibile al vostro medico di Medicina Integrata o allo Specialista Nutraceutico, ritrovando la fiducia nel VOSTRO sistema immunitario.

 

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