Frequenza dei pasti e regolazione del metabolismo glucidico

Impatto di una ridotta frequenza dei pasti sulla regolazione del metabolismo glucidico in uomini e donne sani e normopeso

Un interrogativo non ancora ben definito nel campo della nutrizione riguarda se e come variazioni nella frequenza dei pasti giornalieri possano influenzare in modo significativo il metabolismo energetico degli esseri umani.

Un recente studio, eseguito dalla sezione di ricerca sul diabete del National Institute on Aging Intramural Research Program di Baltimora, ha pertanto valutato come apportando una riduzione nella frequenza dei pasti giornalieri (non associata ad una riduzione dell’intake calorico) possa essere influenzato il metabolismo glucidico in soggetti sani e normopeso.

Lo studio,  eseguito dall’equipe del professor Carlson, ha coinvolto sia uomini che donne di mezza età e normopeso, valutandoli nell’arco di due periodi di trattamento di 8 settimane ciascuno e successivamente intervallati da 11 settimane di interruzione della dieta.

Due tipologie di frequenza dei pasti

Concentrazioni plasmatiche di glucosio durante i test di tolleranza al glucosio orale durante ciascun periodo di studio.

Lo studio era un crossover randomizzato e i soggetti monitorati dai ricercatori dovevano consumare le rispettive calorie giornaliere distribuite con una frequenza di 3 pasti o 1 pasto giornaliero. Tra l’altro i soggetti a cui veniva somministrato 1 solo pasto die erano tenuti a consumarlo tra le ore 16:00 e le 20:00.

Il metabolismo energetico è stato valutato eseguendo al mattino un test orale di tolleranza al glucosio, seguito poi dalla misurazione dei livelli di glucosio, insulina, glucagone, leptina, grelina, adiponectina, resistina e fattore neurotrofico BDNF.

Concentrazioni plasmatiche di grelina durante i test.

I ricercatori hanno rilevato che i soggetti che erano soliti consumare 1 pasto die mostravano elevati livelli di glicemia a digiuno, una aumentata concentrazione di glucosio plasmatico, ed una risposta insulinemica ritardata rispetto ai soggetti a cui venivano somministrate le stesse calorie ma in 3 pasti giornalieri.

Per quanto concerne invece i livelli di insulina, leptina, adiponectina, resistina e BDNF rilevati a digiuno non vi erano significative variazioni influenzate dalla frequenza dei pasti, ma i livelli di grelina risultavano aumentati nel gruppo che seguiva il regime di 1 solo pasto giornaliero.

Conclusione

In conclusione questo studio ha evidenziato come, in un periodo di dieta di 2 mesi, soggetti che consumavano un unico grande pasto giornaliero presentavano aumentati livelli di glucosio ematico a digiuno, una ridotta tolleranza al glucosio mattutino ed una risposta insulinemica associata ritardata rispetto a quelli che consumavano le stesse calorie, ma divise in 3 pasti giornalieri.

Un altro importante dato suggerito dai risultati finali di questo studio è stato che, nonostante quanto scientificamente provato prima, la ridotta tolleranza al glucosio si è dimostrata essere reversibile e non essere associata ad alterazioni nei livelli di adipochine e BDNF.

 

Elaborato e tradotto dal Dr. Giuseppe Petrosino

Link alla ricerca di riferimento ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17998028

 

 

Photo credits today.com, ncbi.nlm.nih.gov

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