COVID-19, facciamo chiarezza fra tanta approssimazione

Sono un medico specialista in medicina interna

Ho anni di esperienza sia in ospedale nel reparto di medicina interna e di pneumologia, che in ospedale da campo (con esperienza come medico volontario in Africa). Ho collaborato in clinica universitaria e attualmente collaboro con diversi gruppi di studio anche universitari. Ho dato la mia disponibilità per ritornare in prima linea nelle zone che hanno bisogno e sto aspettando risposta.

In questo momento di invasione di dubbi e perplessità, i dati che ho riportato non sono mie personali opinioni, ma riscontri oggettivi di carattere medico, biologico e psico-neuro-endocrinoimmunologico (la nuova scienza che spiega gli effetti dello stress sul sistema immune, e che fa la differenza molte volte nell’approccio, farmacologico o meno, su molte patologie o su un concetto di “semplice prevenzione”).

Lungi da me, proprio per questa mia formazione e indole, screditare l’operato di colleghi impegnati in prima linea in questo momento, conoscendo bene il loro lavoro o l’importanza di una patologia o di un decesso, qualsiasi ne sia la causa.

Credits Arezzo Notizie

Sostengo fortemente l’impegno e il valore

La mia invece, e proprio per sostenere questo impegno e valore, è una disamina su quelle che sono le fonti, gli atteggiamenti di persone concettualmente competenti, nel dare informazioni approssimative che da un lato continuano a creare panico, frustrazione e impotenza, agendo in questo modo sul tono dell’umore e del sistema immunitario, e dall’altro banalizzano molte volte le armi che si hanno a disposizione per sostenere la salute.

Ovviamente se una persona è ricoverata in reparto di medicina intensiva o altro e richiede ventilazione, intubazione e altre cure intensive, comprese terapie specifiche di sostegno quali antibiotici, antinfiammatori come quelli di ultimissima generazione e proposti proprio di recente, o cortisonici, a prescindere dalla causa di origine, è nel suo diritto e nel nostro dovere aiutarla in ogni modo possibile.

Credits Huffington Post

L’importanza di restare a casa

Inoltre sono d’accordo nel RESTARE A CASA in questo momento per bloccare la diffusione del virus e di questa approssimazione.

In sostanza, il valore aggiunto è quello di favorire in questo momento più che in altri le risorse proprie del sistema immunitario di ognuno, stimolando quella che si chiama “immunità innata”: questo è possibile in molti modi noti e comprovati, di cui si parla sempre troppo poco.

Se è vero che molto di quello che scrivo (che paradossalmente riprende “solo” un atteggiamento di rispetto funzionale biologico, fisiopatologico e terapeutico adeguato verso il malato e la malattia) sembra utopistico, è vero anche che non segnalare un momento epocale in cui l’informazione dilagante rischia di essere sbagliata, è contro il codice deontologico di medico, e contro l’etica di ognuno.

Buona lettura.

Credits Ohga

Immaginate una persona che guidando abbia un incidente stradale

Questa persona finisce sotto un camion, morendo sul colpo. Le fanno per qualche “strano” motivo un tampone, che risulta positivo per Covid-19.

Risultato: è morto PER coronavirus.

Questa è certamente un’enfatizzazione di una quotidiana e approssimativa realtà dove l’ultimo “luminare” dà il suo parere sulla banalizzazione del dover distinguere i numeri tra:

1 – soggetti solo infetti (ovvero positivi a SARS-coV-2) senza aver sviluppato la malattia

2 – i pazienti che hanno sviluppato sintomi e perciò malattia

3 – i pazienti affetti che hanno sviluppato malattia lieve (simil raffreddore, simil influenza)

4 – quelli che hanno sviluppato la polmonite interstiziale (la manifestazione più potenzialmente pericolosa di questo virus)

5 – i pazienti morti per polmonite perché già affetti da altre patologie

6 – e, non  meno importante, il dato che (come valutato ad oggi) il 10% dei tamponi è FALSAMENTE positivo.

In sostanza

1 – Soggetti solo infetti e non sintomatici, o soggetti falsamente infetti

2 – Soggetti infetti, che hanno sviluppato malattia virale lieve che passerà da sola, o polmonite che poi è guarita

3 – Soggetti deceduti CON il Covid19 e non PER il Covid19: perchè l’infezione è arrivata su uno stato immunitario già compromesso, perchè in epoca anziana o altre problematiche

I dati attuali che dovrebbero essere seguiti e diffusi con conseguenti disposizione dalle autorità politiche per una informazione scientificamente oggettiva e competente, sono quelli redatti dall’autorevole, in questo campo, Istituto Superiore della Sanità che evidenzia quanto descritto nella foto (fonte: ISS del 18.3.2020), riportando inoltre che quasi il 50% dei deceduti aveva tre o più patologie.

Difficilmente sarà possibile avere un vaccino adeguato anti SARS-coV-2

Non esiste “immunità” da coronavirus e, pertanto, difficilmente esisterà il vaccino capace di coprire adeguatamente, perchè questo virus (come quelli della sua famiglia, i coronavirus cui appartiene anche il virus del raffreddore) è in continuo mutamento, perciò non arrestabile da un vaccino statico per una sola sua forma.

Micrografia elettronica a scansione colorata di una cellula VERO E6 (blu) fortemente infettata da particelle di virus SARS-COV-2 (verde), isolata da un campione di pazienti. Immagine catturata e migliorata a colori presso il NIAID Integrated Research Facility (IRF) a Fort Detrick, Maryland. Credito: NIAID

Quali sono le vere categorie a rischio?

1 – Anziani (per co-morbidità o intrinseca fragilità del sistema immunitario)

2 – Fumatori (per incapacità del sistema cosiddetto cigliare delle vie respiratorie a eliminare, attraverso un muco efficace, il virus che ha attecchito)

3 – Pazienti già in trattamento con altri farmaci (si sta studiando molto la possibile affinità tra i farmaci “ace-inibitori” usati per l’ipertensione e la maggior aggressività del virus, sebbene agenti su un enzima Ace un po’ diverso da quello su cui agisce questo virus)

4 – Soggetti già affetti da altre patologie come tumori, malattie degenerative, diabete, obesità, malattie infiammatorie della sfera osteo-articolare-muscolare, affezioni croniche bronco respiratorie come la BPCO e l’asma, cadiopatie di vario genere, dove il SISTEMA IMMUNITARIO è già compromesso e quindi, come per tutti gli altri virus, non così efficiente a combatterlo.

Credits La Provincia di Lecco

Vediamo insieme ciò che ne emerge

Quello che emerge da una disamina oggettiva e competente delle modalità semplicemente “biologiche”, fisiologiche e mediche dell’attività di questo virus e che allo stesso tempo fa arrabbiare e sconfortare molto (rispetto a questo tipo di vera “epidemia dell’ignoranza”) studiosi come la sottoscritta sono i seguenti punti:

1 – È dilagante il pressapochismo dell’informazione e la disinformazione, quasi ormai inevitabile risultato di un’onda d’ignoranza o approssimazione (non concepibile in questo campo!) assurda tipo Tzunami, come quella del giornalista che rifiuta di dare i dati reali dell’ISS “per non creare confusione”.

2 – È inevitabile la poca comprensione da parte della popolazione “non tecnica” su quello che sta accadendo e che passa da un “opinione medica” all’altra, quando, in realtà , la medicina così come la scienza e la biologia non è opinione, ma conoscenza e umile aggiornamento.

3 – Manca completamente l’attenzione del reale, pandemico, problema della salute attuale, che rende poco forti i soggetti rispetto a un virus potenzialmente poco aggressivo come questo, per i seguenti motivi:

  • utilizzo inappropriato di antibiotici che piuttosto prima che poi, ci renderanno totalmente sprovvisti di strumenti efficaci verso altri ben pericolosi agenti BATTERICI
  • utilizzo inappropriato e quotidiano di farmaci cosi detti “sintomatici”, che non fanno che “nascondere” potenziali debolezze del sistema immunitario già in atto o che “mascherano” uno stato infiammatorio già in atto
Micrografia elettronica a trasmissione di particelle di virus SARS-CoV-2, isolate da un paziente. Immagine catturata e migliorata a colori presso il NIAID Integrated Research Facility (IRF) a Fort Detrick, Maryland. Credits NIAID

4 – La presenza dilagante di uno stato infiammatorio nella gran parte della popolazione mondiale che predispone alla gravità di questo – per altri versi – virus che altrimenti non sarebbe così grave.

Sappiamo infatti che la sua aggressività è strettamente correlata all’esplosione di molecole dell’infiammazione con azione specifica sugli alveoli polmonari (le citochine come la IL-6), normalmente già presenti in situazioni così diffuse e non adeguatamente gestite come: obesità, diabete, etc, ma ancora più diffusamente, tutte quelle situazioni quotidiane di infiammazione subdola cronica silente, secondaria a:

  • Alimentazione infiammatoria
  • Attivazione del sistema immunitario legata a un quadro di DISBIOSI intestinale e conseguente attivazione infiammatoria
  • Utilizzo di farmaci o integratori in modo sbagliato
  • Inadeguato utilizzo del proprio corpo: mancanza di attività motoria (e per motoria non intendo per forza sport, ma anche solo il muoversi)
  • Mancanza di esposizione al sole e all’aria aperta
  • Cattiva gestione dello stress quotidiano (fatto, anche fuori da questo momento che stiamo vivendo, di troppi obblighi, di troppi obiettivi troppo lontani o illusori, di pochi momenti di gratificazione vera, di poco godimento delle vere, semplici, sostanziali priorità della vita)
Credits Il Resto del Carlino

Questo rende inarrestabile e contagiante la totale abolizione del rispetto per la salute dell’uomo

E, di pari passo, il dilagante approccio alla salute umana fatta di un uso inappropriato di farmaci, vaccini, privazioni, costrizioni.

La mia domanda allora, che esplode dal mio cuore e dalla mia testa di medico, è “Siamo destinati veramente a una Medicina di manipolazione, di approssimazione, di confutazione delle basi fisiologiche della salute umana, e di, per contro, superbia di chi continua a ignorare con l’ottusità propria dei “piccoli”, o del volere di pochi poteri che ci gestiscono?”

Io ringrazio una volta in più i miei pazienti perché capaci di rispettare se stessi, la logica delle cose, e la natura dell’uomo, permettendo così di seguire e di far praticare ancora, la così rara ARTE MEDICA.

 

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Potrebbero interessarti anche