Aumentare l’attività fisica: un “must” a tutte le età

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Accordo Stato-Regioni per l’adozione delle nuove indicazioni sui livelli di attività fisica della popolazione

E’ quanto emerge dalle nuove Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione, redatte dal Tavolo di lavoro istituito presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria e adottate con l’Accordo Stato-Regioni del 7 marzo 2019, un importante contributo per rafforzare le strategie nazionali di promozione della salute e di prevenzione.

Cambiare l’approccio culturale

In particolare il documento sottolinea come l’attività fisica sia essenziale per la popolazione generale e come sia importante che venga integrata nella vita quotidiana, così da renderla uno stile di vita accessibile in grado di rompere schemi di sedentarietà ormai cronicizzati. La promozione dell’attività fisica, come sostenuto dal programma Guadagnare Salute  e come recepito dal Piano Nazionale della Prevenzione, richiede un approccio intersettoriale, dove resta principale il ruolo e la responsabilità del servizio sanitario, ma con una forte integrazione con settori quali l’istruzione, lo sport e la cultura, i trasporti, l’urbanistica e l’economia.

E’ in un contesto abituale che il movimento deve essere promosso per consentire ad ogni fascia di età, gruppo o sottogruppo, di preservare lo stato di salute definito dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – come “stato di benessere fisico, psichico e sociale”, con impatti considerevoli anche sull’aspettativa di vita, oltre che sulla qualità. Lo stretto legame che sussiste tra la quantità di attività fisica e la speranza di vita fa sì che le popolazioni più attive risultino essere anche le più longeve.

Alcuni dati

Nel mondo

1 adulto su 4 e 3 adolescenti su 4 (tra gli 11 e i 17 anni), non svolgono attività fisica secondo le raccomandazioni dell’OMS.

In Italia

Bambini: solo il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana (dati “OKkio alla salute” 2016)

Adulti: il 33,6% delle persone con età compresa tra 18 e 69 anni è classificato come sedentario, cioè non fa un lavoro pesante e non pratica attività fisica nel tempo libero (PASSI 2014-2017)

Over 65: l’attività maggiormente praticata è camminare fuori casa, le attività domestiche rappresentano l’interesse principale, troppo poco tempo dedicato ad allenare la forza muscolare (PASSI d’argento 2016-2017).

Nella “regione europea” dell’OMS l’inattività fisica è responsabile ogni anno di un milione di decessi (il 10% circa del totale) e di 8,3 milioni di anni persi al netto della disabilità (Disabilityadjusted life years, DALY).

Si stima che siano imputabili all’inattività fisica il 5% delle affezioni coronariche, il 7% dei casi di diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon. Inoltre, molti paesi Europei hanno visto aumentare, negli ultimi decenni, le percentuali relative al numero di persone sovrappeso e obese. In 46 paesi (l’87% dell’Europa), oltre la metà degli adulti sono in sovrappeso o obesi.

Le nuove Linee Guida rappresentano, quindi, un’importante iniziativa che si inserisce coerentemente con gli obiettivi del “Piano d’azione globale sull’attività fisica per gli anni 2018-2030” approvato dall’OMS, avente per fine la riduzione del 15% dell’inattività fisica negli adulti e negli adolescenti entro il 2030, attraverso l’azione congiunta di famiglia, scuola, medici di famiglia e associazioni.

Attivi ad ogni età

I livelli di attività fisica raccomandati sono raggiungibili anche svolgendo le normali occupazioni della vita quotidiana in base all’età: per i più giovani con giochi di movimento, sport, svago, educazione motoria scolastica, spostamenti a piedi e in bicicletta; per gli adulti con spostamenti attivi, attività lavorative o di svago, occupazioni domestiche o sport; per i più anziani con spostamenti non motorizzati, attività del tempo libero, giardinaggio, occupazioni domestiche o alcuni sport.

In particolare, le linee guida raccomandano, già dalla gravidanza e a tutta la famiglia, di adottare uno stile di vita attivo. Tra i 5 e i 17 anni di età i bambini e gli adolescenti dovrebbero praticare almeno 60 minuti di attività fisica giornaliera ed esercizi di rafforzamento muscolo-scheletrico 3 volte a settimana, sia con il gioco che con lo sport. Per gli adulti l’indicazione è di 150 minuti a settimana di attività moderata, o 75 più intensa. Ma in realtà, poco è meglio di niente e già con 60 minuti a settimana si hanno dei benefici per la salute. L’importante, se si svolge un’attività sedentaria, è interromperla ogni 30 minuti circa, con brevi camminate o piegamenti. Per gli anziani anche le normali attività quotidiane, come pulire, cucinare o fare acquisti, sono utili per mantenersi attivi fisicamente, mentre a chi ha problemi di mobilità o disabilità si consiglia nuoto, stretching, camminare, salire le scale o alzarsi dalla sedia. Anche per i trapiantati l’attività fisica è fondamentale per il recupero e la sopravvivenza dell’organo, così come per i diabetici, che dovrebbero evitare due giorni consecutivi d’inattività. Per le persone obese sono da privilegiare gli esercizi in acqua, la ginnastica a terra o le pedalate in bicicletta e frazionare l’attività fisica nell’arco della giornata, mentre per chi ha un tumore qualsiasi attività fisica dà benefici alla salute ed è importante non interromperla mai per non perderli.

Bibliografia:

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3668

 

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