Antibiotici E Microbiota

Negli ultimi anni l’utilizzo degli antibiotici è ulteriormente aumentato: in Italia infatti il loro consumo dal 2000 al 2007 è cresciuto del 13% e nel resto del mondo la situazione è similare.

Senza dilungarsi sull’interessante storia della scoperta di questa categoria di farmaci, occorre da una parte riconoscerne la grande importanza (dei veri e propri salvavita in certe situazioni), ma dall’altra evidenziarne un uso a volte eccessivo: proprio l’efficacia dimostrata nel primo caso dovrebbe farne comprendere il potenziale eventualmente negativo a carico, ad esempio, del microbiota.

Il microbiota umano è l’insieme dei microorganismi che abitano il nostro corpo

Il microbiota è l’insieme dei microorganismi che “abitano” un determinato ambiente (quella che prima si chiamava flora batterica): nell’uomo si trovano insiemi di batteri sulla pelle, nella bocca, nella vagina, ma i più studiati sono quelli che colonizzano l’intestino.

L’OMS si sta da tempo interessando all’argomento e sul suo sito si possono trovare numerosi link per studi non solo sull’importanza del microbiota ma anche sugli effetti che l’uso degli antibiotici ha su questi importanti “ospiti”.

L’influenza del microbiota sulla nostra salute è infatti ormai acclarata: si va dagli effetti sull’eccesso ponderale a quelli relativi al potenziamento dell’immunità, a quelli sul sistema nervoso centrale o addirittura sul cancro e non dimentichiamo inoltre che ognuno di noi si porta appresso all’incirca 1.5 kg di micro-organismi.

Cito i casi di cattivo utilizzo più recentemente capitatimi: nel primo una paziente aveva subito una serie di gravose operazioni ortodontiche, per le quali era corretto adoperare questa tipologia di sostanza, ma ne era stata scelta una che notoriamente crea problemi intimi al gentil sesso e soprattutto senza prescrivere almeno una terapia probiotica orale e anche una vaginale, in questi casi una necessità. Le difficoltà esperite dal soggetto sono state decisamente seccanti e persistenti.

Il secondo episodio, molto più grave, ha riguardato un caro amico che nel corso di un intervento chirurgico aveva purtroppo contratto un’infezione da sala operatoria: in questo caso era addirittura fondamentale somministrare antibiotici pena la vita del soggetto!

Il malcapitato, per avere ragione dell’infezione che era particolarmente virulenta e refrattaria, ha dovuto sottoporsi per mesi a numerosissime sedute ed ha subito anche un’altra pesante operazione; incredibilmente, però, non gli è stata prescritta ALCUNA terapia probiotica (e prebiotica) né prima, né dopo!

Questa persona è da un anno vittima di uno stato di prostrazione psico-fisica. Non dimentichiamo che gli ultimi studi sul microbiota mostrano come la sua influenza vada a toccare non solo l’aspetto fisico ma arrivi ad influire anche sullo stato d’animo ed infatti le sue alterazioni possono condizionare l’andamento di alcune patologie psichiatriche.

L’utilizzo dei probiotici e dei meno noti prebiotici è quindi una pratica che andrebbe sempre attuata, non solo in acuti: i primi sono ormai piuttosto conosciuti, ma occorrerebbe approfondirne anche la tipologia e la forma con la quale vengono presentati mentre i secondi sono delle sostanze di origine vegetale, indigeribili per l’uomo, ma invece adatte a nutrire i batteri “buoni” presenti nell’intestino.

A differenza dei probiotici che possono avere difficoltà a raggiungere il loro target, i “pre” giungono più facilmente ove possono esercitare il loro effetto benefico.

Lo spazio è tiranno, ma va comunque sottolineato, come evidenziato da alcune recenti ricerche, che oltre a esserci una certa soggettività relativamente alla composizione del microbioma (il materiale genico del microbiota) ve ne è anche in relazione alla portata degli effetti degli antibiotici sul singolo, pure in relazione alle diverse sostanze, senza dimenticare che è stato altresì provato come i danni si protraggano a lungo termine: di certo il soggetto di cui sopra impiegherà molto tempo per tornare alla normalità.

Il kefir, bevanda ottenuta dalla fermentazione del latte da parte di batteri e lieviti

Lo stesso spazio tiranno non ci concede che di nominare il kefir: una bevanda ottenuta dalla fermentazione del latte da parte di batteri e lieviti, ricchissima di probiotici e altre sostanze utili, che può essere ricavata anche da grani che fermentano in acqua (con aggiunta di zucchero possibilmente integrale, come quello di cocco) leggermente meno ricchi, ma adatti a chi non gradisce i derivati del latte.

Per amore di verità occorre sottolineare che le ricerche poc’anzi citate dimostrano anche che gli effetti di queste sostanze non possono fare miracoli, a sottolineare come sia comunque molto importante prescrivere antibiotici con maggior cognizione di causa!

 

 

[Photo Credits aubreypharmacy.com, agricolaboccea.it, newfoodmagazine.com]

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