A TAVOLA CON LEONARDO©
Sabato 5 Ottobre 2019

Scritto da e

Leonardo nutrizionista ante litteram

Seconda parte

Prosegue il nostro viaggio iniziato con l’articolo A TAVOLA CON LEONARDO© Un evento unico e imperdibile all’interno delle celebrazioni per i 500 anni dalla scomparsa del Grande Genio Universale.

In questa seconda parte sottolineiamo gli aspetti epigenetici intuiti da Leonardo, che osservò quanto il cibo agisca sulla propria salute e addirittura su quella dei propri figli.

Con queste premesse rivoluzionarie e fortemente innovative, possiamo ben dire che Leonardo è un nutrizionista ante litteram e le Neuroscienze al giorno d’oggi dimostrano scientificamente la veridicità delle sue affermazioni.

La sua inventiva culinario-artistica per quei tempi è avveniristica: le porzioni troppo scarse, gli strani accostamenti dei cibi, l’utilizzo di molte verdure e poca carne, le regole ferree dello star a tavola imposte ai commensali; infatti afferma con coraggio e veemenza che “Tutto è troppo abbondante. In questo modo mangiavano i barbari. Perché c’è più beltà in un solo broccoletto, più dignità in una sola carota che nelle pentole, impilate e stracolme di carne e ossa”.

 

Il suo rivoluzionario concetto di alimentazione non viene apprezzato dai fiorentini e la taverna miseramente fallisce. A questo punto gli scenari del Verrocchio non servono più: vengono smontati dalle impalcature e riportati di nascosto nello studio del Maestro.

Leonardo, ancora una volta, non si ferma qui. Troppo forte è il fuoco della passione per l’arte culinaria.

Nonostante la sua pessima fama di locandiere e cuoco, nomea che a Firenze gli preclude ogni lavoro in quest’ambito, non ha alcuna intenzione di smettere d’interessarsi al cibo anzi, si prende tempo, smette di dipingere, e se ne va in giro per la città, “scarabocchiando”, suonando il liuto e inventando indovinelli.

sala-delle-grottesche-rocca-meli-lupi-di-soragna-parma

La Sala delle Grottesche della Rocca Meli Lupi di Soragna (Parma)

Collegamento alla pagina Facebook A TAVOLA CON LEONARDO©

Leonardo allestitore di banchetti straordinari

A questo punto, prima di proseguire, è doveroso fare una parentesi con le parole del Vasari, che così lo descrive: “Il veramente mirabile pittore, scultore, teorico dell’arte, musico, scrittore, ingegnere meccanico, architetto, scenografo, maestro fonditore, esperto d’artiglieria, inventore, scienziato” e “Meravigliosamente dotato di bellezza, grazia e talento in abbondanza”.

Leonardo pensa dunque di autopromuoversi riproponendo la propria filosofia di vita al Duca di Milano, città che crede possa accogliere le sue innovazioni.

Pertanto, decide di scrivere una lettera di presentazione a Ludovico Il Moro, lettera molto originale, un prototipo del curriculum vitae moderno, che termina con queste parole:

“Io non ho rivali nel costruire ponti, fortificazioni e catapulte; e anche altri segreti arnesi che non ardisco descrivere su questa pagina. La mia pittura e la mia scultura reggono il confronto con quelle di qualunque altro artista. Eccello nel formulare indovinelli e nell’inventare nodi. E faccio delle torte che non hanno uguali”.

leonardo-e-monna-lisa-ritratti-insieme

Ecco che ritornano i famosi dolci della sua infanzia.Alla corte degli Sforza e la sua strana idea di banchetto

Questa “modesta” missiva rapisce la curiosità dello Sforza che gli concede udienza. E Leonardo, come ancora lo descrive il Vasari, “tanto piacevole nella conversazione che tirava a sè gl’animi delle genti”,  lascia la Sala delle Udienze in qualità di Consigliere alle fortificazioni e Gran Maestro di feste e banchetti di corte.

Viene dunque incaricato dell’organizzazione di una festa in onore di una nipote del Principe. A lui non par vero di poter propinare i suoi piatti creativi tanto bistrattati dai fiorentini, convintissimo che avrebbe avuto finalmente il successo che meritava.

A un incredulo Ludovico, Leonardo spiega che dinnanzi a ogni ospite vi sarebbe stato un piatto da portata così composto:

– un involtino d’acciuga in cima a una rondella di rapa scolpita a mo’ di rana;

– un’altra acciuga avvolta attorno a un broccolo;

– una carota, bellamente intagliata;

– un cuore di carciofo;

– due mezzi cetrioli su una foglia di lattuga;

– un uovo di pavoncella;

– una zampa di rana su una foglia di tarassaco;

Ludovico ovviamente è in disaccordo e appone qualche “piccola” modifica, riportata nei registri contabili degli Sforza:

– 600 salsicce di cervello di maiale da Bologna;

– 300 zamponi (stinchi di maiale stufati) da Modena;

– 1200 tortini tondi da Ferrara;

– 200 vitelli, capponi e anatre;

– 60 pavoni, cigni e aironi;

– 2000 ostriche di Venezia (e altre amenità).

 

Fine seconda parte

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

UN EVENTO COL PATROCINIO DI

MEDIA PARTNERS

CONTATTI

Prenotazione Biglietti e Segreteria Organizzativa

Dr. Alessandro Rosati 3493268545

 leonardo@assimpresaservizi.it

 

INDIRIZZO DELL’EVENTO

Rocca Meli Lupi
Piazza Bonifacio Meli Lupi 5, Soragna (Parma)

Autori

Paola Finardi

Paola Finardi

Caporedattore di Agemony e Autore per la rubrica Youniverse, in cui si occupa di divulgazione nei vari campi della sfera psico-fisica umana. Mentre frequenta ..

Valeria Guerra

Valeria Guerra

Psicologa, Pedagogista, Psicoterapeuta, Docente, Responsabile del dipartimento di Mentoring e Coaching presso la Scuola d’Impresa, Assimpresa Accademy, ..