25 Supercibi in grado di uccidere le cellule staminali del cancro

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I cosiddetti Intelligent Killers

Una nuova revisione scientifica identifica 25 dei cibi migliori, in grado di uccidere le cellule staminali del cancro.

Cellula cancerosa.  Credito Steve Gschmeissner - Science Photo Library

Cellula cancerosa. Credito Steve Gschmeissner – Science Photo Library

Ci sono migliaia di composti naturali che sono stati studiati con dimostrabile attività anti-cancro, ma solo un piccolo sottoinsieme ha dimostrato di colpire e uccidere le cellule staminali del cancro, che sono alla radice della sua malignità.

La curcuma, per esempio, è un “intelligent killer” dotato della proprietà di colpire solo il cuore dei tumori.
Più di recente, lo zenzero è stato identificato come fonte di un composto fino a 10.000 volte più efficace del farmaco chemioterapico taxolo nella lotta alle cellule staminali del cancro al seno.

Anche un alimento comune come il mirtillo ha particolari proprietà tumoricide.

Scopriamo insieme i magnifici 25

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Anticancer Research intitolato “Prodotti naturali contro le cellule staminali del cancro”, ha reso molto più facile identificare da parte dei medici questa categoria speciale di cancer-killers mediante una revisione della letteratura esistente sull’argomento.

1. Epigallocatechina-3-gallato (egcg): tè verde.

2. 6-Gingerolo: zenzero.

3. Beta-carotene: carota, vegetali a foglia verde.

4. Baicaleina: zucchetto cinese.

5. Curcumina: curcuma.

6. Ciclopamina: corn lilly (non suggerisco di consumare questa pianta a causa della sua tossicità intrinseca molto spiccata).

7. Delfinidina: mirtillo, raspberrry.

8. Flavonoidi (genisteina): soia, trifoglio rosso, caffè.

9. Gossipolo: semi di cotone (non suggerisco di consumare questa pianta a causa della sua tossicità intrinseca molto spiccata).

10. Guggulsterone: commiphora (mirra albero).

11. Isotiocianati: verdure crocifere.

12. Linaloolo: menta.

13. Licopene: pompelmo, pomodoro, anguria.

14. Parthenolide: partenio.

15. Alcool perylill: menta, ciliegia, lavanda.

16. Piperina: pepe nero.

17. Placycodon saponina: playycodon grandifloruim.

18. Psoralidin: corylilyfolia psoralea.

19. Quercetina: capperi, cipolla.

20. Resveratrolo: uva, prugne, frutti di bosco.

21. Salinomicina: albus streptomyces.

22. Silibinina: cardo mariano.

23. Acido ursolico: timo, basilico, origano.

24. Vitamina D3: pesce, tuorlo d’uovo, carne di manzo, olio di fegato di merluzzo.

25. Witaferina a: withania somnifera (ashwaganda).

Perché queste sostanze sono così importanti?

Il motivo principale per cui la chemioterapia convenzionale e la radioterapia non sono riuscite a produrre miglioramenti significativi nei tassi di sopravvivenza del cancro è perché le cellule staminali del cancro sono resistenti a questi interventi.

Infatti, la chemioterapia e soprattutto le radiazioni, sono entrambe in grado di aumentare il numero e la virulenza di queste cellule in un tumore, mantenendo allo stesso tempo il ben noto effetto collaterale di danneggiare ulteriormente il sistema immunitario del paziente.

Il nuovo studio affronta la rilevanza delle cellule staminali del cancro

“Il modello di cellule staminali del cancro suggerisce che l’iniziazione tumorale è governata da un piccolo sottoinsieme di cellule distinte definite cellule staminali del cancro (CSC).
Le CSC possiedono proprietà di auto-rinnovamento e meccanismi di sopravvivenza intrinseci che contribuiscono alla resistenza dei tumori alla maggior parte dei farmaci chemioterapici.

La mancata eliminazione delle CSC durante il corso della terapia è la forza trainante per la costituzione della recidiva e delle metastasi.
Recenti studi si sono concentrati sulla comprensione delle proprietà uniche fenotipiche delle CSC derivanti da vari tipi di tumore, così come le vie di segnalazione che sono alla base dell’auto-rinnovamento e della resistenza ai farmaci”.

Allo stato attuale, l’industria del cancro non è riuscita a produrre un singolo farmaco che abbia come bersaglio la popolazione di cellule staminali del cancro all’interno di un tumore, come confermato dallo studio:

“Se, infatti, la risposta delle CSC è un criterio fondamentale di valutazione del trattamento, non ci sono ancora farmaci in uso clinico che colpiscono specificamente le CSC”.

Take home message: la capacità di indirizzare selettivamente principi attivi anti cancro nelle cellule tumorali e verso le cellule staminali tumorali in particolare, lasciando intatte le cellule non tumorali è estremamente importante, ed è il mio costante impegno di lotta.

 

Autore

Sergio Resta

Sergio Resta

Si laurea a 23 anni in Medicina e Chirurgia (cum laude) e all'età di 28 anni è specialista in Chirurgia Generale (cum laude) presso l'Università degli ..