Cancro al seno e naringenina, un aiuto prezioso dagli agrumi

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Cancro al seno in crescita fra le donne

Il cancro al seno è purtroppo la principale causa di mortalità associata al cancro nelle donne di tutto il mondo.

Entro il 2030, il numero di donne cui sarà stato diagnosticato un tumore al seno potrebbe raddoppiare a 3,2 milioni l’anno, a meno che non vengano intraprese azioni preventive e terapeutiche urgenti. In alcune nazioni asiatiche come la Cina, il cancro al seno rappresenta il 12,2% di tutti i casi di cancro.

Oltre 500.000 decessi associati al cancro al seno si verificano in tutto il mondo ogni anno, il 10% dei quali si verificano in Cina.

Le attuali terapie disponibili per il cancro al seno come la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia, non hanno ridotto marcatamente il tasso di mortalità dei pazienti con cancro al seno e spesso causano effetti collaterali tossici, talora letali.

Molti farmaci chemioterapici sono citotossici

La maggior parte dei chemioterapici sintetici per il cancro sono citotossici. Possono verificarsi inoltre numerose complicazioni a seguito dei trattamenti radiologici e/o chirurgici del cancro al seno, tra cui neuropatia, trombosi venosa ascellare e malattie cardiovascolari.

Le terapie attualmente utilizzate hanno un risultato prognostico insoddisfacente in pazienti con carcinoma mammario positivo al recettore dell’estrogeno, di età ≤40 anni.

Cellule di cancro al seno. Color scanning electron microfotografia (SEM). Credits to Steve Gschmeissner.

La terapia di combinazione può migliorare il tempo di sopravvivenza; tuttavia, permangono delle limitazioni in quanto le terapie attuali spesso non sono in grado di prevenire la metastatizzazione e la recidiva.

Sebbene le terapie endocrine indirizzate agli estrogeni possano aumentare il tasso di sopravvivenza delle pazienti con carcinoma mammario, il fenomeno della chemioresistenza è frequentemente osservato.

Il carcinoma mammario triplo negativo è particolarmente resistente alla terapia endocrina ed è pertanto urgente l’identificazione di approcci nuovi ed efficaci per il trattamento di pazienti con carcinoma mammario.

Le tante proprietà della Naringenina

La naringenina è un bioflavonoide, abbondante nei pomodori, agrumi e uva, che ha dimostrato di avere proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali.

Esistono numerosi fattori di rischio comprovati a giustificare l’insorgenza del cancro al seno, tra cui l’età, le alterazioni genetiche, una storia familiare con precedenti casi di tumore mammario, l’elevata densità mammografica, una storia mestruale precoce e menopausale tardiva, l’esposizione alle radiazioni ionizzanti e un improprio stile di vita.

In particolare la supplementazione con ormoni, estrogeni e/o progesterone è in grado di aumentare il rischio di cancro al seno.

La naringenina riduce la vitalità cellulare delle cellule del cancro al seno. Se trattati con un composto citotossico, le cellule viventi possono affrontare uno dei due seguenti destini: o smettono di crescere e dividersi, o muoiono attraverso necrosi o apoptosi.

Quando le membrane cellulari sono compromesse o danneggiate in qualsiasi modo, la lattato deidrogenasi (LDH), un enzima solubile, ma stabile, presente in ogni cellula vivente, viene rilasciata nello spazio extracellulare circostante.

Poiché ciò accade solo quando l’integrità della membrana cellulare è compromessa, la presenza di questo enzima nel terreno di coltura può essere utilizzata come marker di morte cellulare. Il livello di LDH in tutti gli studi analizzati è stato aumentato significativamente con l’aumento della concentrazione di naringenina.

Naringenina per trattare le cellule cancerose

Imaging dei fenotipi della linea cellulare di carcinoma mammario MDA-MB-231 in colture 2D e 3D. (Credits to Royal Society of Chemistry)

Le cellule di cancro al seno trattate con naringenina hanno mostrato un declino nella formazione di colonie. Essa riduce la crescita delle cellule MDA-MB-231 attraverso l’arresto del ciclo cellulare nella fase G2/M.

L’apoptosi è una forma di morte cellulare programmata che si traduce nella rimozione ordinata ed efficiente delle cellule danneggiate, come quelle con danno al DNA.

Il ligando (verde) lega il recettore di membrana (arancione). Credits to Wikipedia.

L’apoptosi può essere scatenata da segnali a partenza dall’interno della cellula, compreso lo stress genotossico, o da segnali estrinseci, compreso il legame dei ligandi ai recettori della morte della superficie cellulare.

La deregolamentazione nel meccanismo della morte cellulare apoptotica è un segno distintivo del cancro. L’alterazione dell’apoptosi è responsabile non solo dello sviluppo e della progressione del tumore, ma anche della resistenza del tumore alle terapie.

La maggior parte dei farmaci antitumorali attualmente utilizzati in oncologia clinica sfruttano le vie di segnalazione apoptotica intatte per innescare la morte delle cellule tumorali (uno dei tanti perché del fallimento delle terapie allopatiche).

Narinengina e apoptosi cellulare

Induzione di apoptosi e attività antiproliferativa di Naringenina in cellule di carcinoma umano. Credits Plos.

La naringenina ha comportato una modulazione dell’apoptosi nelle cellule del cancro al seno in accordo con i risultati di studi condotti presso numerosi centri di ricerca mondiali.

I geni multipli sono coinvolti nell’apoptosi, tuttavia i principali mediatori del processo sono le caspasi.

Le caspasi sono proteasi di cisteina specifiche dell’aspartato, che scindono i loro substrati sul lato carbossilico del residuo di aspartato.

Attualmente esistono almeno 14 diverse caspasi, di cui 2/3 svolgono una funzione nell’apoptosi.

Morte cellulare programmata (PCD) Apoptosi, eliminazione di cellule non desiderate per rimodellamento di organi e tessuti. Credits to Docplayer.

Le caspasi coinvolte nell’apoptosi possono essere suddivise in due gruppi principali, le caspasi dell’iniziatore (ad esempio, caspasi -8, -9 e -10) e le caspasi effettriche a valle (ad esempio, caspasi -2, -3, -6 e -7).

Sono i membri di quest’ultimo gruppo che degradano le proteine multiple e sono responsabili dei cambiamenti morfologici nell’apoptosi.

La naringenina causa un aumento dose-dipendente dell’attività della caspasi-3 e della caspasi-9 nella cellula del cancro al seno, evidenza quindi che ciò la esalta come un potente supporto nella lotta al cancro mammario.

Naringenina è ovviamente disponibile presso il mio laboratorio.

 

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