QI GONG – Vivere A Lungo Senza Invecchiare

Scritto da
Daniele Cozzini

Con il termine Qi Gong, in Cina si descrivono tutte quelle pratiche di conservazione e promozione dell’Energia Vitale che agiscono come uno strumento di autoregolazione dei meccanismi interni di resistenza agli agenti patogeni e di adattamento all’ambiente.

Tutte le attività in cui si regolano postura, respirazione e visualizzazione si possono considerare una forma di Qi Gong. Nel linguaggio dei Lakota (Sioux), la parola per ‘anima’, waniya, è derivata dalla parola ni, che indica il respiro. In una tradizione di guarigione indigena della regione Puget Sound dello stato di Washington, chiamata Si Si Wiss (lett. Sacro Respiro), i guaritori proiettano il potere al paziente attraverso danze, canti e imposizione delle mani.

Alcuni canti Si Si Wiss includono specifici metodi di respirazione, per cacciare le malattie o per invitare gli Spiriti aiutanti e guaritori. Nelle Hawaii, i più potenti guaritori sono conosciuti come ‘Kahuna Ha’ che significa ‘Maestri del respiro’.

Il Sacro respiro che guarisce, ‘Ha’, può essere assorbito in luoghi naturali molto potenti, ‘Heiau’, attraverso danze, (come la ‘Hula’), ed esercizi di respirazione profonda. Uno degli scopi dello Yoga è di accumulare più prana attraverso esercizi di controllo del respiro (pranayama) e posizioni fisiche (asana). Il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’incidenza di malattie croniche invalidanti, connessi agli stili di vita, in occidente può trovare un valido alleato nelle pratiche di lunga vita della Medicina Tradizionale Cinese sia per la loro funzione terapeutica, ma soprattutto per l’effetto preventivo della salute individuale e collettiva.

La teoria della MCT è basata sull’equilibrio del qi (l’energia che scorre nel corpo), fondata sulla teoria del yin-yang e dei cinque elementi, che sono stati utilizzati da oltre tremila anni al fine di regolare il flusso del Qi ed eliminarne il blocco. I blocchi o l’eccesso o la carenza energetica del qi può derivare da una malattia, da una lesione o dallo stress. Gli studi scientifici condotti sul Qi Gong dagli anni ’80 ad oggi, stanno dimostrando e confermando la sua importante finalità terapeutica. Attraverso il riequilibrio della respirazione si può fare in modo che il Qi degli organi, dei visceri e di tutti i meridiani sia in armonia; attraverso il movimento degli arti, si può rendere tutto il corpo più flessibile, agile e armonioso.

La Medicina Cinese è nata dall’osservazione empirica e così anche il Qi Gong: nel tempo ci si accorse che certi movimenti, sotto forma di danza o altro, certi suoni o un determinato modo di respirare sono in grado di migliorare la salute. Il Qi Gong può invertire il processo sintomatologico legato all’invecchiamento (come diversi studi confermano nell’aumento dell’attività dell’enzima anti-invecchiamento superossidodismutasi).

Agli inizi degli anni cinquanta in Cina sono stati effettuati studi comparativi per valutare i numerosi benefici terapeutici del Qi Gong tra praticanti di questa disciplina e non praticanti e si è constatato che i primi presentavano parametri migliori sia nei risultati di EEG ed ECG, sia per quanto riguarda l’appetito, il sonno, l’andatura, la vista e l’udito.

Migliore era anche lo stato dei loro denti, della pelle, dei capelli, della memoria, delle facoltà mentali e della capacità lavorativa. L’evidenza clinica e sperimentale mostra che la pratica del Qi Gong influenza vari organi e funzioni del corpo, nonché le relative tecniche di misurazione, quali il cervello (evidenziato con elettroencefalogramma [EEG] e magnetometria), il flusso sanguigno (evidenziato con termografia, sfigmografia e roentencefalografia), le funzioni cardiache (pressione del sangue, elettrocardiogramma e cardiogramma ultrasonico), i reni (tasso di albumina nelle urine), la biofisica (attività enzimatica, funzione immunitaria, livelli di ormoni sessuali), la capacità visiva e la dimensione del tumore nei topi.

In Cina alcuni gruppi hanno studiato gli effetti a breve e lungo termine del Qi Gong sull’ipertensione (Wang et al. – Institute of Hypertension di Shangai) dove si evidenziava l’effetto di normalizzazione, sia associato a farmaci sia senza. I ricercatori hanno anche riportato che dopo un periodo di 20 anni la pressione sanguigna del gruppo Qi Gong si era stabilizzata, mentre quella del gruppo di controllo era aumentata.

Nel 1991 i ricercatori hanno presentato uno studio controllato durato 20 anni sugli effetti antinvecchiamento del Qi Gong su 204 pazienti con ipertensione. I risultati mostrano che il tasso totale di mortalità era del 25.41% nel gruppo Qi Gong e del 40.8% nel gruppo di controllo. L’incidenza dell’attacco cardiaco era rispettivamente del 20.5% e del 40.7%, e il tasso di mortalità atteso a seguito dell’attacco era rispettivamente del 15.6% e del 32.5%.

In uno studio su 120 soggetti maschi di età compresa tra 55 e 75 anni, i ricercatori hanno valutato gli effetti del Qi Gong utilizzando l’ecocardiografia e gli indici di microcircolazione. I risultati hanno mostrato che i soggetti con deficit di energia del Cuore avevano sperimentato alcuni miglioramenti: incrementi in potenza cardiaca, frazione di emissione, velocità di chiusura della valvola mitralica e diminuzione della circonferenza, mentre era diminuita la resistenza periferica totale.

Una delle conseguenze dell’invecchiamento è che i livelli di ormoni sessuali variano con l’età. Per esempio, il livello dell’ormone femminile (estrogeno) tende ad aumentare negli uomini e a diminuire nelle donne. Gli studi indicano che questo trend può essere invertito con la pratica Qi Gong. Il Qi Gong produce un incremento di estradiolo con un valore quasi uguale a quello di una normale menopausa nei soggetti di controllo senza ipertensione o malattie cardiovascolari, polmonari, epatiche o endocrine e anche il valore di testosterone aumenta.

In uno studio aggiuntivo, sono stati misurati i livelli di estradiolo nelle urine delle 24 ore in 30 uomini di età compresa tra i 50 e i 69 anni. La pratica Qi Gong per 1 anno ha prodotto un decremento del 31% di estradiolo e del 54% nel rapporto estradiolo-testosterone. Questi cambiamenti sono accompagnati da miglioramenti di sintomi quali dolori, vertigini, insonnia, perdita di capelli, impotenza e incontinenza associati all’ipertensione da deficit del Rene. Con il Qi Gong il punteggio medio di questi sintomi passa da 5.5/2.3 a 2.8/1.3.

Ye e collaboratori hanno evidenziato cambiamenti significativi simili nei livelli plasmatici di estradiolo in 77 uomini e donne che avevano praticato Qi Gong per 2 mesi, confrontati con 27 soggetti di controllo, per i quali non si era osservato alcun cambiamento significativo nel livello di testosterone. Si è riscontrato che la densità ossea era aumentata in soggetti maschi che praticavano Qi Gong da 1 anno. Per entrambi i gruppi di età la densità ossea aumentava di valore superando quella di un uomo normale della stessa età.

Gli effetti della pratica Qi Gong sulla composizione chimica del sangue in soggetti con ipertensione hanno dimostrato miglioramenti negli indici di coagulazione della fibrinolisina nel plasma, nella viscosità del sangue, nell’indice di deformazione degli eritrociti, nel livello plasmatico dell’attivatore plasminogeno, nell’attivatore inibitore plasminogeno, nell’antigene fattore-VIII e nell’antitrombina III.

In un altro studio gli stessi hanno riportato che la pratica Qi Gong ha modificato in modo significativo e benefico l’attività di due nucleotidi messaggeri ciclici (monofosfato ciclico di adenosina e monofosfato ciclico di guanosina). In uno studio clinico sul Qi Gong come aiuto terapeutico per pazienti con cancro in stadio avanzato si è notato che oltre ai miglioramenti sintomatici si poteva osservare il tasso fagocitario delle cellule, che è una misura della funzione immunitaria: esso aumenta nel gruppo Qi Gong e diminuisce nel gruppo di controllo.

In uno studio controllato su 100 soggetti in età presenile o con deficit della funzione cerebrale a causa della senilità, i criteri di valutazione si sono basati sulla misurazione di segnali e sintomi clinici comprendenti funzione cerebrale, funzione sessuale, livelli di sierolipidi e funzione delle ghiandole endocrine. Dopo 6 mesi, 8 dei 14 segni e sintomi clinici principali erano migliorati di oltre l’80% nel gruppo Qi Gong, mentre nel gruppo di controllo nessuno dei sintomi era migliorato oltre il 45%.

Gli effetti del Qi Gong sulle onde cerebrali misurate mediante elettroencefalogramma (EEG), hanno comprovato che durante la meditazione, in piedi o da seduti, le onde cerebrali alfa prevalgono su quelle beta e si diffondono alle aree frontali del cervello. Mediante la roentencefalografia e stato dimostrato che la pratica Qi Gong incrementa l’afflusso di sangue al cervello: per 158 soggetti con arteriosclerosi cerebrale che avevano praticato Qi Gong da 1 a 6 mesi, si sono rilevati miglioramenti in sintomi quali memoria, capogiri, insonnia, ronzio auricolare.

Tutto questo ci conferma che una attività costante protratta nel tempo inevitabilmente porterà ad un miglioramento dei parametri vitali come pure una riduzione significativa di tutte le sintomatologie collegate all’invecchiamento.

 

[Photo Credits redthreadinstitute.org, georgetownpl.org, lifegate.it, matteotessarotto.com, ashevilleqigong.com, pinterest.com]


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