Prevenzione, Cos’è E Come Effettuarla
Prima Parte

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Quale Prevenzione?

“Sua vitia insipientes et suam culpam in senectutem conferunt”
”Gli stupidi attribuiscono alla vecchiaia i propri vizi e le proprie colpe”

Marco Tullio Cicerone 1

Dipinto di Robert Tohm, “Ippocrate visita un bambino”, 1959, tratto da “History of Medicine in Pictures”

La Prevenzione di oggi non è certo la Prevenzione di ieri. Questo è un dato di fatto. Ai tempi di Ippocrate, agli albori di una medicina destinata a divenire Scienza, si intuiva che si poteva invecchiare meglio con il controllo sui “vizi” e sulle “colpe”, come scrisse Cicerone sette secoli dopo nel “Cato Maior De Senectute”. Si bandivano le gozzoviglie, l’ubriachezza, gli eccessi sessuali, l’inedia, l’iracondia e si davano consigli sull’influenza del clima, dell’umidità dell’aria, dell’azione benefica o tossica di piante e alimenti. Nei suoi aforismi Ippocrate attribuì anche alla quantità di sonno la capacità di generare malattia (“una porzione di sonno ristora, due porzioni stordiscono, tre porzioni uccidono”).

La Prevenzione (che come “Salute” scriverò con l’iniziale maiuscola per indicare al contempo soggetto e tematica) ha alle spalle almeno duemila anni di storia, di scoperte, di esperienze, di verifiche e di ricerca. E’ un termine ormai generico, tentacolare e persino abusato, che si applica a tutti i contesti della vita umana (fig. 1).

Fig. 1

In ambito strettamente sanitario distinguo due livelli di Prevenzione, anche per semplificare la vecchia classificazione di “primaria”, “secondaria” e “terziaria” ancora in auge nonostante si presti ad interpretazioni ambigue.

Il primo livello è rappresentato dalla prevenzione della malattia, il secondo è quello della prevenzione della morte precoce o anticipata.

Prevenire la malattia vuol dire ridurne la possibilità e la probabilità di insorgenza nella persona o in una popolazione attraverso una serie di misure, di interventi e di responsabilità individuali e collettive.

Prevenire la morte anticipata vuol dire lasciare che la malattia rimanga immodificata in termini di prevalenza e incidenza, avendo la possibilità di diagnosticarla prima possibile con indagini cliniche e strumentali, anche sofisticate e costose, per poterla meglio curare, per abbreviarne il decorso ed evitarne le complicanze.

 

Prevenzione e Salute

Per ovvie ragioni, ciò che concerne la Prevenzione è legato alla Salute. Per decenni ricercatori ed esperti hanno dibattuto e discusso per giungere a una definizione condivisa di Salute e di Prevenzione, e c’è ancora chi non perde occasione per puntualizzare la differenza tra Prevenzione, Promozione della salute, Educazione sanitaria ed Educazione alla salute.

Certamente l’obiettivo della Prevenzione è il miglioramento della salute, della qualità della vita e della sua durata. Ma “stare in salute” non equivale sempre a “stare o sentirsi bene”. Stare bene può avere molti significati come l’avere un lavoro, o molto denaro, o addirittura un peso forma e un bell’aspetto, ed essere legato a concetti, definizioni e condizioni dell’essere. Perciò, escludendo l’assenza di malattia come indicatore di Salute, si preferisce accettare e condividere il significato di “benessere psicofisico e sociale nonostante la malattia”.

È stato un percorso dai tempi lunghi, che ha attraversato congressi di grande levatura come quello di Ottawa, la cui “Carta”2, 3 ha condizionato significativamente le politiche e le strategie di salute pubblica a livello mondiale. Da quella tappa in poi, “promuovere la salute” è diventato un processo che permette a chiunque di esercitare un maggiore controllo sulla propria vita, migliorandola.

Per conseguire il benessere fisico, mentale e sociale, l’individuo, il gruppo, la società, devono poter identificare le proprie aspirazioni e realizzarle, devono poter soddisfare i propri bisogni, modificare l’ambiente e adattarvisi. 4

La Salute è dunque una risorsa di vita quotidiana, non un obiettivo di vita, che fa leva sulle risorse sociali e personali, oltre che sulle capacità fisiche e mentali. Per promuoverla è necessaria la pace, la casa, l’istruzione, il cibo, il reddito, la stabilità dell’eco-sistema, la continuità delle risorse, la giustizia e l’equità sociale. Il benessere è inevitabilmente ancorato a questi requisiti. Fattori politici, economici, sociali, culturali, ambientali, comportamentali e biologici possono favorirlo o lederlo.5

A tutto questo aggiungiamo che la Salute è un diritto giuridico. Questo diritto è sancito in Italia dall’articolo 32 della Costituzione.6 Il fatto di essere riconosciuta come un diritto costituzionale permette di identificarla anche come un patrimonio nazionale di immenso valore. Perciò lo Stato ha l’obbligo di difenderla e di promuoverla nella gestione attiva della vita dei suoi cittadini.

Sia nella “difesa” che nella “promozione” sono coinvolti tutti i livelli organizzativi, politici, istituzionali, sociali, delle attività produttive. Nella “difesa” rientrano la prevenzione, la cura delle malattie, la riabilitazione e il reinserimento della persona alle sue attività produttive, mentre nella “promozione” è più specificamente implicata la corretta informazione e l’attivazione di risorse nazionali e territoriali che incrementino le possibilità per il cittadino di guadagnare bonus-salute e di conseguenza vivere meglio. Ma dal momento che statisticamente un operaio ha maggiori probabilità di ammalarsi e morire rispetto ad un libero professionista,7 la “promozione” mira all’equità.

Tutti devono avere le stesse opportunità e risorse per conseguirla,8, 9 dunque è necessario raggiungere un contesto di vita che offra ad ogni cittadino le stesse possibilità di accedere alle informazioni, di sviluppare abilità (life-skills) e di compiere scelte funzionali al miglioramento della vita. A questo punto il termine “Vita” si rende interscambiabile con quello di “Salute”.

 

Determinanti di Salute

Per conquistare il massimo potenziale di Salute, ovvero per migliorarsi la Vita, occorre tenere in considerazione tutto ciò che la determina.10

 

Mediazione

Il settore sanitario non può da solo garantire la Salute della gente. I governi devono coordinarsi con le autorità locali, con l’industria, con le organizzazioni del privato sociale e con i mezzi di comunicazione. Compito imprescindibile dei gruppi professionali e sociali, e del personale sanitario, è la mediazione dei diversi interessi presenti nella società adattando strategie e progettualità alle esigenze locali di paesi o regioni, ai diversi sistemi sociali, culturali ed economici.

 

Politiche della Salute

Le scelte dei decisori comportano un’assunzione di responsabilità in merito alle ricadute sul piano della salute. Provvedimenti legislativi e fiscali, criteri organizzativi, azioni coordinate verso politiche sanitarie, sociali e dei redditi devono ispirarsi all’equità. Una politica di promozione deve individuare eventuali ostacoli e rimuoverli.

 

Politiche dell’Ambiente

Uomo e ambiente sono interdipendenti, dunque l’approccio al problema è necessariamente socio-ecologico. La tutela delle risorse naturali implica una responsabilità globale. Il tempo libero, alla pari del lavoro, è fonte di benessere per tutti, perciò la salubrità dell’ambiente, dalla casa alla strada, dalla città alla campagna, necessita di un monitoraggio costante in un contesto di vita in rapida trasformazione, nei settori della tecnologia, del lavoro, della produzione di energia e dell’urbanizzazione, garantendo il maggiore beneficio per tutti.

 

 

Continua…

 

Riferimenti Bibliografici

1  Cicerone MT. Cato Maior De Senectute. Newton Compton, ediz. integrale. cap. 14, pp. 122, 2012

2  OMS – Salute per Tutti per l’Anno 2000. Prima Conferenza Internazionale sulla Promozione della Salute. Ottawa, Canada, 7-21 novembre 1986.

3  WHO. Ottawa charter for health promotion: an International Conference on Health Promotion, the move towards a new public health. 17–21 November, Ottawa, Canada, 1986.

4  Clancy CM, Glied SA, Lurie N. From Research to Health Policy Impact. Health Services Research. Vol. 47, 1pt2, pp 337-343, Feb 2012

5  Ståhl T, Wismar M, Ollila E, Lahtinen E, Leppo K. Health in all policies: prospects and potentials. Finnish Ministry of Social Affairs and Health. www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0003/109146/E89260.pdf

6  Costituzione Italiana, Art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

7  Donkin A, Goldblatt P, Lynch K. Inequalities in life expectancy by social class 1972 -1999. Health Statistics Quarterly, 15:5-15, 2002.

8  Graham H. Understanding Health Inequalities. Open University Press; 2 edition, Glasgow, pp 248, Aug 2009.

9  Rapiti E, Peducci CA, Agabiti N. Disuguaglianze socioeconomiche nell’efficacia dei trattamenti sanitari. Epidemiologia e Prevenzione, 23:133-240, 1999.

10  Eriksson M, Lindstrom B. A salutogenic interpretation of the Ottawa Charter. Health Promotion International, Vol. 23 No. 2, 190-199, Mar 2008.

 

[Photo Credits Autodo, cmrodriguezf.files.wordpress.com]

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