Dimagrire Con Il Freddo

Scritto da
Massimo Spattini

È prassi normale ritenere fisiologico il fatto che in inverno si tenda a ingrassare un po’ di più e invece in estate sia più facile dimagrire. In effetti a seconda delle stagioni ci sono dei ritmi circannuali ormonali che influenzano il metabolismo del corpo e in maniera specifica quello del tessuto adiposo. In inverno l’ormone tiroideo si abbassa e il TSH si alza leggermente creando un parziale ipotiroidismo, questo nell’ottica ancestrale di favorire la sopravvivenza cioè consumare meno calorie e sopravvivere a una eventuale carenza alimentare, più facile nei mesi invernali. 

Invece in primavera-estate sia alzano sia il testosterone e, grazie alle temperature più elevate soprattutto in estate, il GH che favorisce la lipolisi. Questo è un dato di fatto abbastanza incontrovertibile. Ma allora dobbiamo rassegnarci ad ingrassare in inverno? Non proprio perché in realtà possiamo sfruttare alcuni effetti caratteristici delle basse temperature sul nostro corpo. Innanzitutto il freddo stimola la termogenesi e questo avviene soprattutto tramite un effetto diretto attivante la respirazione cellulare, ed indiretto tramite la produzione dell’ormone irisina che stimola la trasformazione del tessuto adiposo bianco in tessuto adiposo beige metabolicamente simile al grasso bruno perché più ricco di mitocondri e dotato appunto di effetto termogenico che fa attingere ai lipidi come fonte di energia termica.

Alcuni scienziati giapponesi avrebbero dimostrato che basta trascorrere due ore al giorno a una temperatura di 17 gradi per favorire il dimagrimento. Da queste conclusioni si potrebbe ragionevolmente ritenere che questa epidemia globale di obesità, o “globesità” sia in parte favorita anche dall’aumentato riscaldamento negli ambiti domestici e di lavoro.

Un tempo era normale avere delle temperature ambientali intorno ai 17-18 gradi e magari o si stava in casa con una copertina o al lavoro con un golf, ora invece si sta in casa in mutande e al lavoro in camicia e così ingrassiamo di più (e non siamo sempre un bello spettacolo in mutande) e contribuiamo maggiormente a danneggiare l’ambiente. Secondo alcuni scienziati dell’Università di Maastricht nei Paesi Bassi, come si legge in “Trends in Endocrinology and Metabolism”, vivere in una casa fredda e una regolare esposizione al freddo può contribuire a tenere il peso sotto controllo sia tramite i brividi, con contrazioni muscolari ritmiche, che tramite la stimolazione del metabolismo del tessuto adiposo bruno.

Il Professor Alan Mike Sky, direttore di “Performance Umana e Biomeccanica” presso la Purdue University di Indianapolis, sostiene che “l’aria fredda può liberare la mente e ridurre lo stress e questo può aiutare a dimagrire”.

Forse non è un caso che nelle formule di “Training Autogeno” finalizzate alla riduzione dello stress, la prima frase è “io sono perfettamente calmo” e l’ultima “la mia mente è piacevolmente fresca”: l’ultima frase finalizzata alla liberazione della mente da pensieri disturbanti. E siccome ormai sappiamo che i batteri, nostri simbionti, c’entrano praticamente con tutto, citiamo per ultimo uno studio dell’Università di Ginevra che ha dimostrato che la flora batterica cambia a seconda delle temperature esterne.

I ricercatori hanno fatto un esperimento con un gruppo di topi facendoli vivere per 10 giorni a 6 gradi centigradi. Successivamente hanno constatato che i topi avevano perso grasso corporeo e che la loro flora batterica aveva subito delle modificazioni. Trapiantando questa flora batterica in un altro gruppo di topi, in questi ultimi migliorava il metabolismo del glucosio oltre che la tolleranza alle basse temperature e si verificava una perdita di peso.

 

[Photo Credits wallpapers.net, media1-s-nbcnews.com, dimagrireitalia.com, doktersehat.com, Scienzamente]

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