Fumo e Sessualità

Scritto da
Marco Tullio Cau

Sappiamo che il deficit erettile e comunque l’afflusso ematico in zona pelvica sono legati alle condizioni di salute del soggetto: obesità, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari e tutte le conseguenze fisiologiche correlate a queste patologie sono tra i maggiori colpevoli, unitamente alla sedentarietà.

In questo drammatico quanto attuale quadro manca però un altro “cattivo”, il fumo!

Moltissimi studi hanno emesso una sentenza senza appello… ci vorrebbero dozzine di pagine per contenerli tutti, ma proviamo: una rassegna che aveva preso in considerazione 1008 articoli tecnici, dopo averli ridotti a soli 19 affinché avessero tutti i crismi della scientificità indicava che le problematiche sessuali nei fumatori ammontavano ad un 40% contro un 28% della popolazione “normale”, tanto da far loro concludere appunto che, dopo due decadi di evidenza “tobacco use is an important risk factor for impotence”, l’utilizzo del tabacco è un importante fattore di rischio d’impotenza.

Concetti simili possiamo trovarli in una più recente review (Kovac et al, fine 2015), “Effects of cigarette smoking on erectile dysfunction”, che riporta tutti i dati più aggiornati ed esamina con agilità e precisione i vari meccanismi fisiologici interessati dal fumo, specie a livello di ossido nitrico, che sappiamo essere uno dei “segnali” più importanti ai fini di una valida erezione: ebbene due delle isoforme dell’ON, quella neuronale e quella endoteliale, sono entrambe pesantemente influenzate dal fumo.

Il danneggiamento della forma neuronale è stata ampiamente dimostrato sia in vivo che in vitro, “grazie” alle componenti bruciate del tabacco, mentre è stato altrettanto chiaramente provato come l’endotelio (e quindi l’eNos) venga deteriorato a tramite un’involuzione dell’attività dell’ON e da una ridotta risposta vascolare con conseguente peggioramento della vasodilatazione (Butler et al., 2001).

Oltre a questo deterioramento della funzionalità enzimatica, i radicali liberi creati dai metaboliti del fumo contribuiscono direttamente a ridurre nei corpi cavernosi del pene i livelli di ossido nitrico libero, attraverso una serie di meccanismi la cui elencazione sarebbe pleonastica in questa sede.

Inoltre, sempre attraverso più di un percorso complesso, il fumo aumenta la sensibilità alla RhoA/Rho-chinasi, che è preposta alla sensibilità nei confronti della contrattilità muscolare nei muscoli lisci e che quindi contribuisce al mantenimento della flaccidità peniena… un’altra connessione tra fumo e deficit erettile!

Senza dimenticare uno degli aspetti più importanti, ovverosia il danneggiamento intrinseco ai vasi sanguigni: Guo et al nel loro studio del 2006 ne parlano approfonditamente, citando danni all’elastina e calcificazioni che producono una marcata stiffness delle arterie la, quale comporta “un danno strutturale e delle proprietà elastiche che è altamente correlato con il decremento della biodisponibilità dell’ossido nitrico”.

 

[Photo Credits imgur.com, stateofmind.it, vapingdaily.com, prirodni-lijek.novi.ba]

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