I Pediatri Italiani Contro L’Obesità Di Bambini E Adolescenti

Scritto da
Antonella Alberici

In Italia, a 9 anni, un bambino su 10 è obeso e 2 su 10 sono in sovrappeso, mentre circa il 50% degli adolescenti obesi rischia di esserlo anche da adulti. È quanto sostiene Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria, che insieme a quella di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica ha pubblicato un Decalogo anti-obesità rivolto ai medici, dal titolo Diagnosi, trattamento e prevenzione dell’obesità del bambino e dell’adolescente, in cui viene evidenziato come sempre più bambini e adolescenti soffrano di patologie legate all’obesità, quali l’ipertensione, la dislipidemia e il diabete di tipo 2, e come per la prevenzione siano decisivi i primi mille giorni di vita (incluso il periodo della gravidanza e primi due anni di vita).

“L’obesità infantile è purtroppo un fenomeno dilagante e persistente” – sostiene Villani – “ma ciò che preoccupa sono i dati sulle complicanze fisiche e psicosociali già presenti nell’infanzia e che tendono, purtroppo, ad aggravarsi anche in età adulta”.

Sia durante l’allattamento al seno che lo svezzamento, i pediatri raccomandano, infatti, di limitare al massimo il consumo di sale e zuccheri, ma anche nei primi due anni di vita si devono prevenire sovrappeso e obesità per evitare l’insorgere di patologie in età adulta. Per ottenere il massimo beneficio in termini di prevenzione, è importante osservare i principi della dieta mediterranea, praticare attività fisica in modo regolare, evitare bevande zuccherate e alcoliche, sport ed energy drink.

Dal documento dei pediatri emergono anche dei dati preoccupanti sulle complicanze legate all’obesità nella fascia di età tra i 6 e i 17 anni. Circa il 5% dei bambini/adolescenti italiani obesi presentano valori di glicemia superiori ai limiti di normalità che prefigurano il pre-diabete, cioè un’alterazione del metabolismo del glucosio. L’insorgere del diabete in questa fase si può ancora prevenire attraverso il calo del peso, la corretta alimentazione e l’attività motoria. Più del 30% dei bambini obesi ha valori di trigliceridi e/o colesterolo LDL elevati e colesterolo HDL (colesterolo buono) ridotto rispetto ai valori di normalità. Questa è una condizione che li espone ad un maggior rischio di sindrome metabolica e alla comparsa di aterosclerosi. Più del 30% dei bambini obesi ha grasso accumulato nel fegato che può progredire e peggiorare nel tempo generando un danno epatico cronico. Più del 10% dei bambini obesi, infine, ha valori di pressione del sangue superiori alla norma.

 

[Photo Credits npress.gr, VivieNutri, tvzoom.it]

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