Le Piante Medicinali Nel Bicchiere

Scritto da
Giovanni Occhionero

Le feste sono alle porte ed i brindisi non mancheranno, pochi sanno però che tante sostanze alcoliche sono a base di piante medicinali, gli stessi termini che utilizziamo con molta disinvoltura in realtà appartengono a quelli della farmacia come appunto aperitivo o digestivo. Tanti di questi preparati per anni sono stati dei veri e propri medicinali.

Vino – Miniatura al commento di Arnaldo da Villanova del Regimen Sanitatis, XIV sec., Birmingham, University of Alabama.

Non ci credete?

Le prime testimonianze sul vino nella cultura medica risalgono al V, IV secolo a.C. alcuni scritti di Ippocrate,  lo consigliava per combattere la febbre, come diuretico, come antisettico e aiuto nelle convalescenze. Inoltre, che per oltre duemila anni, il vino è stato  utilizzato come antisettico sia per disinfettare le ferite, sia per rendere potabile l’acqua.

Non è una bevanda alcolica ma la Coca-Cola fu inventata dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l’8 maggio 1886 ad Atlanta, Georgia, inizialmente come rimedio per il mal di testa e per la stanchezza. Il primo nome che venne dato alla bevanda fu “Pemberton’s French Wine Coca”.

Pemberton’s French Wine Coca

Ed il Gin Tonic? Sapevate che il Gin fu inventato per sfruttare le proprietà delle bacche di Ginepro e l’acqua tonica a base di chinino era in realtà un antimalarico?

La prima menzione della bevanda in quanto “gin” risale al medico di Anversa, Philippus Hermanni. Nel suo libro A Constelijck Distileerboec dal 1552 menzionò l’Aqua juniperi ben 98 anni prima del collega olandese Franciscus Sylvius con il suo genoa, da molti considerato l’inventore del gin.

Il ginepro è una conifera che cresce in un clima temperato freddo, preferibilmente montano.

Bacche di ginepro

I primitivi si nutrivano delle sue bacche, gli Egizi lo utilizzavano per l’imbalsamatura, nel Medioevo si conoscevano già le sue doti curative per lo stomaco e in Italia nell’XI secolo si produceva già un cordiale a base di acquavite e di ginepro nelle scuole di medicina monastica.

Come il distillato che lo compone, il Gin tonic nasce come curativo. Nel 1747 il chirurgo dell’Esercito Reale, James Lind, aveva scoperto che una carenza di vitamina C era la responsabile di una terribile malattia dei marinai, lo scorbuto. Come risultato della sua ricerca, i lime, ricchi di vitamina C, divennero obbligatori sulle navi da guerra inglesi e da ciò i marinai vennero chiamati in modo dispregiativo limeys. Intanto il chimico tedesco Johann Jacob Schweppe aveva cominciato a produrre soda per scopi medicinali nel suo negozio di Bristol, in Inghilterra, aggiungendo anidride carbonica all’acqua tonica (a base di chinino) che nel Vecchio Continente veniva usata per combattere la malaria. Quando gli inglesi intrapresero la conquista dell’India, prima con la Compagnia delle Indie

Schweppe iniziò ad imbottigliare la soda in contenitori di gres a forma ovoidale nel 1830

Orientali e poi con l’Esercito Reale, si portavano dietro scorte di gin e tonica inglesi. Che miscelarono per rendere più gradevole il gusto della tonica. Il lime lo prescriveva il medico.

Per non parlare di tutti i vari eliṡìr (o elixìr o eliṡire) s. m. [dall’arabo aliksīr «pietra filosofale, elisir», che è dal gr. ξηρίον «polvere secca»]. In farmacopea, nome di soluzioni idroalcoliche, limpide, dolcificate, contenenti sostanze aromatizzanti e sostanze ad azione medicamentosa: edi chinaedi lunga vita, denominazione data talora a bevande liquorose, cui si attribuisce la magica virtù di prolungare la vita.

Il Trignolino è un liquore a base di Prunus Spinosa, una prugna selvatica

La tradizione popolare è ricca di ricette per preparare liquori con piante medicinali, come il Trignolino un liquore a base di Prunus Spinosa, una prugna selvatica le cui proprietà benefiche sono state oggetto di una recentissima pubblicazione scientifica.

Infine non dimentichiamoci delle piante digestive, sono tantissimi i liquori che nascono appunto come amari medicinali, mentre adesso trovano spazio a fine pasto. Parliamo di piante come la genziana, l’achillea, il rabarbaro, l’aloe, il carciofo, il sambuco, l’anice, solo per citarne alcune.

Queste piante contengono i cosiddetti principi attivi amari, solitamente fenoli che agiscono coadiuvando l’azione degli emuntori, attività sicuramente benefica per l’organismo.

Bevete con moderazione soltanto così godrete degli effetti antiaging delle piante medicinali senza subire gli effetti tossici dell’alcool.

 

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[Photo Credits salonedelgusto.com, messynessychic.com, fabrikasport.com, spiritSchweppes, italoamericano.org]

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