Quanti Coloranti Artificiali Mangi Ogni Giorno?

Scritto da
Gianpaolo Usai

Noi consumatori non ne siamo pienamente consapevoli, ma in realtà l’appetibilità degli alimenti ha molto a che fare col loro colore. Il colore influenza anche la percezione degli odori e del gusto: il consumatore si aspetta, infatti, che le bevande rosse abbiano sapore di fragola, ciliegia o mora, quelle gialle di limone, quelle verdi di menta.

I coloranti sintetici alimentari non servono a nulla

I coloranti impiegati negli alimenti trovano impiego anche nell’industria farmaceutica e nella cosmesi, e in base alla loro origine si classificano nelle seguenti 2 categorie:

  • coloranti di sintesi (artificiali, è il caso dei coloranti azoici molto pericolosi per i bambini, di cui parleremo in questo articolo)
  • coloranti naturali (è il caso del rosso cocciniglia, di cui parliamo per il succo di arancia rossa)

In qualsiasi caso, di qualsiasi origine sia il colorante che ritroviamo negli alimenti, è bene chiarire subito che questi additivi non sono indispensabili per la conservazione dell’alimento ma servono soltanto a potenziare e incoraggiare l’attrazione del consumatore verso i cibi che li contengono!

Pertanto sarebbe legittimo pretendere e aspettarsi almeno che la sicurezza di tali composti fosse certa al 100% e che i controlli sulla innocuità dei coloranti fossero ancora più rigorosi rispetto a quelli di altri additivi alimentari implicati nel miglioramento tecnologico e nella conservazione degli alimenti.

Tuttavia, vedremo come ad oggi la sicurezza di molti coloranti autorizzati in commercio non sia affatto garantita nei confronti del consumatore, e lo testimonia il fatto che alcuni Paesi come Australia, Svizzera e USA vietano l’uso di determinanti coloranti a fini alimentari, autorizzati invece nell’Unione Europea, ritenendoli nocivi per la salute o perlomeno non sicuri alla luce delle conoscenze e degli studi attuali.

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Il giallo di chinolina è un colorante sintetico potenzialmente pericoloso

Un esempio? Il giallo di chinolina (sigla E104), uno dei famigerati coloranti azoici (di seguito analizzati in dettaglio), un colorante sintetico di catrame di carbon fossile che ritroviamo in svariati alimenti come caramelle, bibite, yogurt, liquori, gelati, e nel merluzzo affumicato. È stato riconosciuto avere un effetto stimolante la produzione di istamina e può avere effetti negativi sulla retina e sul fegato, per questo è proibito in molti Paesi.

Il suo contatto può anche causare dermatiti. È uno dei coloranti di cui si chiede la totale eliminazione dalla dieta dei bambini perchè alcuni studi hanno dimostrato che “può influire negativamente sull’attenzione e attività dei bambini”. Il giallo di chinolina è usato anche come pigmento per i tatuaggi. Vietato in Australia, USA, Giappone, Norvegia. Ammesso invece in Europa! Perchè da noi è ammesso anzichè applicare un principio di prudenza che ne vieta l’utilizzo? Difficile dare una risposta… un fatto è certo però: le potenti lobby e gli influencer dell’industria alimentare riescono spesso a fare pressioni sul legislatore in materia alimentare e quindi troviamo in commercio cibi poco sicuri e non proprio salutari pieni zeppi di additivi, grazie alle concessioni che vengono fatte per legge.

 

I coloranti pericolosi per i bambini (coloranti azoici)

Partiamo proprio dall’analisi di alcuni alimenti contenenti i cosiddetti coloranti azoici, davvero insidiosi e controversi, al punto tale che dal 2008 in Europa gli alimenti contenenti queste sostanze devono riportare obbligatoriamente per legge la seguente dicitura sulla confezione:“possono influire negativamente sull’attenzione e l’attività dei bambini”. Sono rimasti in commercio per decenni e a dosi ancora più alte di quelle attualmente permesse e solo nel 2008 a livello europeo si è intervenuti per far abbassare la dose impiegata dalle aziende e per inserire questa dicitura di avvertenza nei prodotti alimentari che li contengono.

I cibi colorati artificialmente attirano l’attenzione

Perchè la legge impone di scrivere questa avvertenza? Tutto ha inizio nel 2007 con l’Agenzia per la sicurezza alimentare del Regno Unito (Food Standards Agency, FSA), che aveva commissionato uno studio, condotto da ricercatori dell’Università di Southampton nel 2007, (il cosiddetto “Studio Southampton”; McCann et al, 2007) che indicava come alcune miscele di questi coloranti esercitassero degli effetti non desiderabili sull’attività e l’attenzione in alcuni gruppi di bambini. FONTE

Successivamente la problematica è passata in mano all’EFSA , Autorità Europea per il Controllo e la Sicurezza Alimentare, con sede operativa a Parma in Italia, la quale ha esaminato e poi emesso un parere (consulenza tecnica) al Parlamento Europeo affinchè si riducessero i valori delle quantità ammesse di questi coloranti nei prodotti alimentari. Il ruolo dell’EFSA consiste nel fornire consulenza scientifica indipendente.

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Evita coloranti di sintesi aggiunti al cibo che mangi

L’adozione di qualsiasi successiva misura futura spetta ai decision maker, vale a dire alla Commissione Europea, il Parlamento Europeo e gli Stati Membri dell’Unione Europea. Nel 2008 è stato infine emanato il Regolamento europeo che ho citato prima, il 1333/2008.
Per chi fosse interessato a leggere il parere tecnico dell’EFSA in merito a questi coloranti, lascio il link al DOCUMENTO INTEGRALE  

 

I coloranti naturali e alternativi ci sono

In questi anni nell’industria alimentare si vanno ricercando alternative più salutari per l’impiego di sostanze coloranti negli alimenti, ricorrendo a coloranti ottenuti da vegetali (erbe, ortaggi, frutta, petali di fiori) in grado di dare la stessa tonalità e stabilità di quelli di sintesi. Gianna Ferretti dell’Università Politecnica delle Marche nel suo blog Trashfood riferisce di nuovi ingredienti come l’estratto di cartamo (un fiore dai petali aranciati conosciuto anche con il nome di zafferanone) che viene usato per le bibite analcoliche colorate di giallo, al posto della tartrazina.

 Per il colore rosso si pensa al licopene ottenuto dai pomodori, all’estratto di rape rosse o alle antocianine ricavate da frutti di bosco. Estratti di curcuma o paprika potranno essere impiegati per conferire diverse sfumature dal giallo all’arancione. Qui in foto riporto uno yogurt per bambini che fino a pochissimo tempo fa conteneva coloranti pericolosi e che ora ha sostituito la sostanza con dei coloranti naturali come il betacarotene (attenzione: solo nella confezione da 6 vasetti, mentre nella confezione più grande da 4 vasetti sono ancora presenti i coloranti pericolosi per i bambini!).

Sarebbe auspicabile che questi coloranti venissero eliminati completamente dai prodotti alimentari, una volta per tutte. Infatti sono ormai anni che vengono fuori studi sulla pericolosità dei coloranti in genere, anche quelli non azoici come il carminio e la cocciniglia, che causano allergie, nausea, mal di testa ecc. in parecchi soggetti.

Per una analisi ancora pù dettagliata e completa sui coloranti alimentari e le etichette alimentari in genere, rimando alla lettura del mio libro pubblicato nel 2015 “Inganno Alimentare” su Amazon Kindle.

 

I coloranti usati quando manca la qualità

Ritroviamo spesso anche l’utilizzo di coloranti per tanti prodotti in cui la materia prima di base (ad esempio l’arancia rossa o le fragole) sia molto scarsa in quantità (per i costi d,impiego). Il colorante si impiega in questi casi per sostituire la qualità della materia prima, ma il problema è che oltre l’abbassamento del livello qualitativo dei cibi si prefigura anche un aspetto pubblicitario ingannevole ai danni dei consumatori. Citiamo solo due esempi a titolo esemplificativo: un succo di frutta all’arancia rossa e uno yogurt commerciale alla ciliegia.

Nel primo caso (succo di arancia rossa) abbiamo solo un 30% di succo di arance e la colorazione del composto con l’utilizzo del colorante rosso cocciniglia (E120 la sigla con cui può essere indicato in etichetta). Un vero prodotto di qualità avrebbe impiegato 100% di succo di arancia, ovviamente. Ma essendo l’arancia rossa una materia prima di un certo pregio e costo, alcune aziende “ingannano” il consumatore colorando il prodotto con del colorante rosso e riducendo ad un valore quasi irrisorio l’impiego delle arance.

Ma di cosa si tratta, nello specifico?

La cocciniglia del carminio, da cui si ricava il colorante E120

La cocciniglia è un insetto e dalla sua carcassa si ricava una sostanza di colore rosso carminio, che viene utilizzata come colorante in numerosi prodotti alimentari industriali, dal Campari ai succhi di frutta all’arancia rossa e agli yogurt alla frutta rossa. Esistono studi attendibili sulla sicurezza per l’organismo umano di questo liquido animale? No, non ce ne sono. Al contrario, vi sono studi scientifici che mostrano come nelle fabbriche in cui si produce e si lavora il colorante cocciniglia, si siano sviluppati numerosi casi di asma professionale tra gli operai (leggi ad esempio QUI).

Un chiaro effetto allergenico dell’acido carminico (sostanza contenuta nel colorante cocciniglia) è stato ampiamente dimostrato dagli studi scientifici, vedasi ad esempio addirittura dei casi di shock anafilattico causati in alcune persone dopo aver semplicemente bevuto delle bevande alcoliche contenenti tale colorante: pubmed/9404569

Altri studi scientifici su allergie e asma provocati da ingestione o inalazione del colorante E120 possono essere consultati ai seguenti link: pubmed/13679965   pubmed/7538438    pubmed/10624494

 

Allora come mai questo colorante è ammesso nei prodotti alimentari, farmaceutici, nella colorazione di tessuti?

Perchè si segue convenzionalmente (e arbitrariamente) il principio secondo cui una ristretta dose (quantità) nei prodotti alimentari, entro certi parametri, non possa danneggiare l’intestino e l’organismo umano. È da ritenersi un principio serio e di coscienza per tutelare la salute umana? Personalmente penso di no. Tutto ciò viene permesso alle industrie alimentari col fine di una migliore produttività e risparmio sulle materie prime (il principio del PIL che sale supera sempre quello ben più importante di tutela della salute dei cittadini e qui siamo di fronte ad un caso emblematico).

È chiaro che all’industria costerebbe di più inserire nel prodotto del vero succo di arancia rossa piuttosto che una piccola dose di colorante. Ritengo che tutti questi coloranti abbiano vita molto breve e spariranno dal commercio nei prossimi anni, ma nel frattempo prima di dare ai nostri figli un succo di frutta di questo genere (che fra l’altro contiene sopratutto acqua, zucchero e pochissime vitamine, in quanto le vitamine si perdono dopo poche ore dall’estrazione del succo dal frutto e qui vi è solo un 30% di arancia) io ci penserei due volte.

Anche nel caso dello yogurt qui riportato in foto, l’impiego del colorante rosso cocciniglia (sigla E120) è finalizzato a riempire il vuoto qualitativo di base del prodotto. Chiaramente l’impiego di vere ciliegie avrebbe comportato più costi di produzione per l’azienda e verosimilmente profitti dimezzati o molto più bassi rispetto a quelli che si ottengono con un prodotto di tal fatta.

 

Aspetti tossicologici inerenti i coloranti

Gli aspetti tossicologici riguardano prevalentemente i coloranti a struttura azoica (coloranti azoici), che rapresentano la maggior parte dei coloranti artificiali. Tuttavia, da diversi anni sono stati segnalati casi di sensibilizzazione anche riferiti ai coloranti naturali, come il rosso cocciniglia, caroteni, clorofilla (colorante verde per i gelati al pistacchio e pasticceria), betanina. Fra i coloranti azoici più incriminati, spiccano il Sudan III, il Rosso scarlatto (riconosciuti entrambi responsabili di tumori epatici) e il Giallo burro, riconosciuto epatotossico. Questi coloranti sono stati banditi in Italia sin dal 1977.  

 

Riferimenti bibliografici

Marinella Melis – Additivi e tossici negli alimenti: https://www.libreriauniversitaria.it/additivi-tossici-alimenti-melis-marinella/libro/9788862921992

Gianpaolo Usai – Inganno Alimentare: https://www.oukside.com/shop/ebook/inganno-alimentare

Pubmed: vedi link all’interno del testo

AGI: Agenzia Giornalistica Italia: https://www.agi.it/rubriche/la-voce-del-consumatore/olive_nere_quasi_sempre_colorate-300086/news/2015-08-12/

 

Per migliorare la vostra spesa consapevole al supermercato, è disponibile il Servizio di educazione alimentare e spesa assistita FOOD SHOP ASSISTANT (Pagina Facebook), con il quale vengono segnalati ogni settimana al consumatore una serie di prodotti alimentari di superiore qualità acquistabili nei supermercati italiani o via web.

 

[Photo Credits Suzan Neellis Painting, all’interno LiverSupport.com, domcrete.com.au, elmundodebr-1.mx, wikipedia, Gianpaolo Usai]

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