Le Sostanze Naturali Utili A Favorire Il Catabolismo E L’Utilizzo Dei Grassi

Scritto da
Giovanni Occhionero

Il tessuto adiposo è costituito da cellule chiamate adipociti che sono in grado di accumulare grasso sotto forma di trigliceridi e di liberarlo come acidi grassi e glicerolo. Gli adipociti, quindi, funzionano come contenitori capaci di immagazzinare grasso (lipidi).
Pertanto, visto che il grasso viene utilizzato soprattutto per produrre energia, il tessuto adiposo costituisce una vera e propria riserva di energia. Il tessuto adiposo, inoltre, può essere distinto in due tipi: il tessuto adiposo bianco, che ha prevalentemente il compito di produrre energia utilizzabile per le varie attività dell’organismo, e il tessuto adiposo bruno che, invece, serve per produrre energia non utilizzabile ma disperdibile solo sotto forma di calore.  

I grassi: carburante ideale per l’attività fisica

Le riserve lipidiche dell’organismo umano sono molto elevate e, agli effetti del lavoro muscolare, virtualmente illimitate. L’ossidazione dei grassi costituisce una sorgente energetica di primaria importanza per il muscolo, sia a riposo che durante contrazioni sostenute. Il muscolo può disporre di grassi sia sotto forma di riserva endogena che di provenienza dai depositi (tessuto adiposo, fegato). Il contributo dei lipidi alla miscela metabolica durante l’esercizio è in relazione all’intensità dell’esercizio stesso. Da studi condotti su individui allenati che pedalano al 25-85% del livello massimale del loro metabolismo aerobico, è stato visto che durante un esercizio leggero moderato (40% del massimale o meno), i grassi forniscono la principale fonte energetica, sostanzialmente come acidi grassi liberi plasmatici liberati dai depositi tessutali adiposi. Aumentando l’intensità dell’esercizio si osservava invece che, l’energia totale dal catabolismo dei grassi rimane essenzialmente immutata, mentre il glucosio ematico e il glicogeno muscolare forniscono l’energia accessoria per l’esecuzione di un esercizio più intenso.

Durante un esercizio da leggero a moderato infatti, la maggiore quantità di energia proviene da due fonti principali:

1) gli acidi grassi rilasciati dai trigliceridi conservati negli adipociti e trasportati, in modo relativamente lento, ai muscoli sotto forma di acidi grassi liberi (FFA) legati all’albumina plasmatica

2) i trigliceridi presenti nel muscolo attivo.

Tuttavia, quando l’esercizio diventa più intenso, il rilascio di FFA dal tessuto adiposo non riesce a reggere il ritmo, come si può osservare dalla diminuzione degli acidi grassi liberi plasmatici. Questo, a sua volta, stimola l’uso del glicogeno muscolare con concomitante incremento significativo dell’ossidazione dei trigliceridi a livello intramuscolare.            

La somministrazione orale di sostanze naturali può promuovere l’ossidazione dei grassi

Frutti freschi di Garcinia Cambogia

Garcinia Cambogia Desruosseau

È diffusa nell’India centro-meridionale, in particolare nelle regioni costiere. La parte utilizzata è la buccia dei frutti. Il costituente principale è l’acido idrossicitrico o idrossicitrato. L’acido idrossicitrico inibisce nettamente l’azione dell’enzima citrato-liasi, che trasforma i carboidrati non consumati in grassi, e quindi limita molto l’immagazzinamento di calorie sotto forma di grassi di deposito, che si accumulano soprattutto nel tessuto adiposo sottocutaneo e che sono i principali responsabili dell’aumento del peso corporeo.

Essa inoltre stimola la sintesi epatica di glicogeno a partire dal glucosio, con aumento del deposito di questo zucchero di riserva nel fegato e nei muscoli. Il cervello, informato dell’aumento dei depositi di glicogeno nel fegato, reagisce inibendo il nucleo della fame e stimolando invece quello della sazietà, poiché ciò significa che le riserve di energia dell’organismo sono state ricostituite e quindi non è più necessario introdurre altro cibo.

Il Rhododendron Caucasicum cresce in Georgia

Rhododendron caucasicum, estratto primaverile 

Cresce nelle regioni ad elevata altitudine della Georgia. I suoi principi attivi sono costituiti da flavonoidi, antocianidine, proantocianidine, fenilpropanoidi, ad elevata azione antiossidante. Il raccolto migliore, ricco in sostanze attive dal punto di vista terapeutico, è quello effettuato in primavera.

Tra le proprietà del Rododendro caucasico si riconosce: la normalizzazione della pressione sistolica e del battito cardiaco, attività antiartritica per inibizione dell’enzima ialuronidasi, la riduzione del tasso di colesterolo e l’inibizione dell’assorbimento dei grassi, soprattutto se associato alla Rhodiola rosea.

Ilex paraguariensis St. Hill, foglie Matè

Ilex paraguariensis, in lingua autoctona Yerba Mate

Pianta originaria del sud del Brasile, del Nord Est dell’Argentina, Paraguay ed Uruguay; è molto comune presso i corsi d’acqua, in luoghi umidi. L’albero raggiunge circa i 12-16 metri di altezza, caratterizzato da un tronco dal diamentro di circa 50-70 cm, dalla corteccia liscia e color cenere e da numerose foglie. La droga è rappresentata dalle foglie. I principi attivi sono: alcaloidi purinici (xantine) comprendenti la caffeina, la teobromina e tracce di teofillina; vitamina A, B, C, E, tannini, saponine triterpeniche, flavonoidi, trigonelina, antocianine, zuccheri e oligoelementi.

Il Matè risulta particolarmente efficace nel trattamento del sovrappeso in quanto determina un aumento dell’uso dei lipidi come substrato ossidativo. Un esperimento effettuato su 30 persone ha dimostrato che l’infuso di Matè è in grado di ridurre l’appetito grazie alla presenza della xantina in sinergia con terpeni, resine ed acido clorogenico. Altri componenti, tra cui la caffeina, la teobromina, i flavonoidi, le saponine ed i composti polifenolici aiutano a bruciare i grassi ed a perdere peso. Altre azioni, non meno importanti della pianta in esame, sono quelle di apporto vitaminico minerale, stimolante, grazie alla presenza della caffeina, antiossidante e protettrice delle coronarie.

Cassia mimosoides L. var, foglie Makino

La Cassia è una pianta della tradizione fitoterapica orientale, conosciuta anche come “Japanese Tea Bush” e ritenuta da tempo uno dei migliori rimedi naturali per il controllo dei grassi e del soprappeso. Recenti ricerche scientifiche l’hanno resa oggi assai popolare: infatti la Cassia Nomame ha mostrato di possedere una significativa azione di inibizione della lipasi pancreatica. Quindi risulta un utile rimedio naturale nell’ambito dei trattamenti del soprappeso e in special modo se questo è correlato ad abitudini alimentari ricche in grassi. La ricerca farmacologica ha infatti già indicato che molecole in grado di interferire nel primo step del metabolismo dei grassi, ovvero nell’idrolisi dei grassi alimentari ad opera degli enzimi, indispensabile per il loro assorbimento intestinale e dunque per la loro utilizzazione da parte dell’organismo a fini energetici o di deposito, siano di importante ruolo nel controllo del sovrappeso.

La Cassia mimosoides L. var

Il fitocomplesso della Cassia Nomame è stato oggetto di numerose ricerche che hanno portato alla caratterizzazione di alcune frazioni a cui sono state attribuite le attuali proprietà fitoterapiche della pianta. In particolare l’attenzione è stata volta al fitocomplesso delle foglie in cui è stata trovata una grande concentrazione di polifenoli. Dapprima è stata riconosciuta la luteolina, dotata di attività inibitoria sulla lipasi pancreatica e poi, sempre dalle foglie, si è ottenuto in particolare l’estratto etilacetato e da etere etilico, una droga che contiene una serie di dimeri flavanici. Queste molecole sono dotate di potente azione inibitoria sulla lipasi pancreatica: fra esse, la molecola più attiva è risultata una catechina, la (2S)-3′-4′-7′-triidrossiflavan-(4 alfa)-8-catechina, e gli scienziati attribuiscono alla sua unicità stereochimica la sua capacità di potente inibitore della lipasi.

Tuttavia la complessità del fitocomplesso della Cassia Nomame lascia ancora da chiarire molti dei principi attivi presenti. Ad oggi, i dimeri flavanici possono essere presi come marker per la standardizzazione degli estratti. Gli studi preliminari, sia analitici che di attività farmacologica in vitro, hanno trovato un seguito anche in ulteriori ricerche in vivo. Il possibile effetto anti-obesità delle preparazioni a base di estratti di Cassia Nomame è stato studiato in protocolli su animali contro gruppo placebo. Il protocollo più significativo prevedeva l’uso di ratti sia normali che obesi, alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi: nei ratti di peso normale la somministrazione di Cassia Nomame ha avuto come effetto la riduzione dell’aumento di peso dovuto alla dieta; nei ratti obesi non solo si riduce questo parametro, ma anche l’indice di massa corporea dell’animale e la sua massa grassa totale. Inoltre è stato quantizzato che circa il 30% del contenuto in grassi del pasto rimaneva indigerito in presenza dell’estratto di Cassia Nomame.

Effetti positivi sono stati rilevati anche sulla steatosi epatica e sugli accumuli di grassi a livello di reni e cuore. Anche i trigliceridi circolanti ed il colesterolo totale sono sensibilmente ridotti nei ratti trattati con l’estratto rispetto ai gruppi di controllo. Questi dati sperimentali sono stati successivamente confermati da studi clinici preliminari sull’uomo che confermerebbero la fondatezza dell’uso della pianta come presidio complementare nel trattamento del sovrappeso. Gli studi farmacologici non riportano tossicità, non sono riportati effetti collaterali significativi. E’ da segnalare tuttavia una possibile interferenza con l’assorbimento delle vitamine liposolubili. Non usare in gravidanza ed allattamento.

 

Per seguire il Dr. Giovanni Occhionero puoi visitare il suo PROFILO FACEBOOK

 

[Photo Credits in copertina Muscle & Fitness, nccih.nih.gov, Friends of Bidston Hill, amazon.com, lerboristeria.com]

Categorie Articoli:
Fitoterapia

Commenti disabilitati.