Giornata Mondiale Tumore Del Pancreas 16 Novembre 2017

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Il 16 novembre in tutti i 5 continenti si celebra la Quarta Giornata Mondiale dedicata alla neoplasia TUMORE DEL PANCREAS: +59% DI NUOVI CASI IN 15 ANNI IN ITALIA.

LA DIETA MEDITERRANEA PROTEGGE, AL SUD LA MALATTIA COLPISCE MENO.

Nel 2017 nel Meridione -25% di diagnosi fra gli uomini e -28% fra le donne rispetto al Nord.

La ricerca scientifica ha dimostrato che la prevenzione primaria riduce del 40% il rischio di sviluppare qualsiasi tumore. Entrando nel dettaglio: praticare con continuità esercizio fisico, mangiare i cibi giusti nelle quantità indicate, non fumare, bere alcol con grande moderazione, osservare le precauzioni sul posto di lavoro, in caso si entri in contatto con sostanze potenzialmente tossiche e cancerogene, ecc. possono limitare l’insorgenza di un tumore.

Fumo

Il fumo è il fattore di rischio più grande per il cancro al pancreas

Il fumo di sigaretta, anche passivo, rappresenta il fattore di rischio più grande per lo sviluppo del cancro al pancreas. Lo dimostra una lunga serie di studi, iniziata già nel 1966. Una sola sigaretta contiene oltre 4.000 sostanze tossiche. Tra queste troviamo: nicotina, catrame, monossido di carbonio, mercurio, ammoniaca, idrocarburi, ecc. I fumatori presentano un rischio di incidenza della patologia aumentato anche del 70% rispetto a chi rinuncia al vizio. Gli studi hanno identificato una precisa relazione dose-risposta. È inoltre ben documentata la diminuzione del pericolo in rapporto alla completa cessazione. Gli esperti hanno stimato la proporzione di neoplasia al pancreas attribuibile al fumo: è dell’ordine del 20-30% negli uomini e del 10% nelle donne. Si potrebbero evitare quindi 3 casi di malattia su 10 nei maschi, se solo decidessero di gettare la sigaretta. Venti “bionde” al giorno possono rubare una media di 4-6 anni ad una persona che inizia a 25.

Alimentazione e Obesità

Oltre 3 casi di tumore su 10 sono direttamente collegati ad una dieta scorretta. Ovviamente, il cancro del pancreas non fa eccezione. Anche se non è ancora del tutto chiaro come e perché l’alimentazione influisca su questo organo, è stato scoperto un legame con l’obesità. Infatti, una revisione di studi pubblicata dal prestigioso Karolinska Institute di Stoccolma ha dimostrato una solida relazione fra chili di troppo e malattia. Soprattutto quando il grasso è stratificato sull’addome e sono presenti intolleranza al glucosio, resistenza all’insulina e diabete. Attenzione quindi agli alimenti altamente calorici, ricchi di proteine di origine animale, grassi e carboidrati raffinati. Limitare il consumo di bibite zuccherate, carni rosse e insaccati. Questi ultimi sono ricchi di nitriti e nitrati, che facilitano la comparsa di alcuni tumori, come quello dello stomaco. A volte gli alimenti non sarebbero dannosi in sé, ma possono essere contaminati da sostanze come le aflatossine, liberate da alcune muffe del mais o contenute in a ltre granaglie e legumi mal conservati. Via libera invece a frutta e verdura, che si devono mangiare in abbondanza, durante i pasti o come spuntino nel corso della giornata. La dieta migliore è quella mediterranea, che prevede un regolare consumo di verdure, frutta, pesce – soprattutto azzurro –, carboidrati, olio di oliva, cereali e legumi.

Esercizio Fisico

L’esercizio fisico come prevenzione del cancro

È scientificamente provato che l’attività sportiva è in grado di ridurre il rischio (fino al 50%) di sviluppare alcuni tipi di neoplasia, come quella del colon. L’esercizio fisico è però utile dal punto di vista terapeutico solo se effettuato con metodo e frequenza costante, altrimenti è più difficile trarne beneficio. Se si è sempre condotta una vita sedentaria è bene cominciare con qualcosa di “leggero”, come delle passeggiate, per poi passare in modo graduale a esercizi più “impegnativi”, commisurati ovviamente al proprio allenamento e condizioni di salute.

Alcol

Bere alcol in eccesso aumenta il rischio di cancro al pancreas

 A differenza del fumo, che è sempre dannoso, non esistono quantità di alcol “sicure” o “raccomandabili”. È più adeguato quindi parlare di valori a basso rischio. La dose non deve superare i 20-40 gr al giorno per gli uomini e i 10-20 gr per le donne: circa un bicchiere di vino a pasto. Ma alzare il gomito è pericoloso anche per altri motivi. La pancreatite alcolica è una delle più gravi conseguenze del consumo cronico di alcol. Il rischio di contrarre la malattia aumenta in proporzione alle dosi e alla frequenza delle bevute. Il pancreas è in grado di metabolizzare l’alcool mediante diversi percorsi enzimatici e le molecole che risultano da questa attività metabolica possono danneggiare le cellule che compongono gli acini, vale a dire la minima unità funzionale del pancreas. Il danno delle cellule comporta un sovvertimento della struttura dell’organo. Come conseguenza di questo sovvertimento, gli enzimi prodotti dagli acini, che servono a digerire nell’intestino le componenti degli alimenti, danneggiano il pancreas con un meccanismo di “auto-digestione”. Questo processo, che diventa poi un circolo vizioso e cronico, aumenta addirittura di 10 volte il rischio di tumore.  

Altre Cause

Esistono anche altri fattori di rischio, con un peso sicuramente meno rilevante rispetto alle altre cause, ma che possono comunque giocare la loro parte. Alcuni riguardano ancora gli “stili di vita”, altri invece non sono purtroppo modificabili.

Tra le patologie d’organo, la pancreatite cronica è considerata una condizione di rischio (fino a 10 volte e più rispetto alla popolazione generale), cosi come la pregressa gastrectomia (3-5 volte).

Diabete

In Italia vivono circa 3 milioni di persone con diabete, malattia metabolica che risente moltissimo della sedentarietà e dell’alimentazione scorretta. Recenti studi, condotti su pazienti affetti dalla patologia da lungo tempo (oltre 10 anni) hanno rilevato un aumento del 50% di rischio di tumore al pancreas.

Gruppo sanguigno

In un ampio studio prospettico, su circa un milione di persone/anni di osservazione, è emersa una correlazione tra gruppo sanguigno e cancro del pancreas. In accordo con diverse ricerche precedenti, avere un gruppo sanguigno di tipo non-0 sarebbe responsabile del 17% delle neoplasie all’organo. Però l’esatto meccanismo che collega il tumore ai gruppi sanguigni non è ancora noto.

Malattie Genetiche Ereditarie

Fino al 10% dei pazienti con tumori pancreatici evidenzia una storia familiare, che in alcuni casi è possibile spiegare nel contesto di sindromi note: la sindrome di Peutz-Jeghers (rischio di oltre 100 volte), la sindrome familiare con nevi atipici multipli e melanoma (20-30 volte), la mutazione germline del gene BRCA 2 (3-10 volte) la pancreatite ereditaria (10 volte) e la sindrome di Lynch.

 

Fonti

“I numeri del cancro in Italia 2017” (AIOM-AIRTUM-Fondazione AIOM)

2 Carcinoma del pancreas esocrino, Linee Guida Aiom 2017

World Pancreatic Cancer Day

 

[Photo Credits in copertina AIOM, all’interno in ordine rb.no, viverepiusani.it,  womenwholiftweights.com]

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