6 Domande sulla Vitamina D a uno dei Massimi Esperti Mondiali

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DAL SOLE UN MICRONUTRIENTE FONDAMENTALE PER LA NOSTRA SALUTE

INTERVISTA CON IL PROF. M.H. HOLICK

Siamo qui a Napoli in occasione del 6° congresso nazionale ASON (Associazione Specialisti Osteoarticolare Nazionale) con il Prof. Michael F. Holick (Boston, USA), uno dei massimi esperti mondiali di Vitamina D, Professore di Medicina, Fisiologia e Biofisica, Direttore dell’Unità di Ricerca Clinica Generale, Direttore della Clinica per la Salute Ossea e Direttore del Centro di Ricerca per l’Elioterapia, la Luce e la Pelle presso il Centro Medico della Boston University.
Dobbiamo al Prof. Holick la scoperta dei principali meccanismi di azione della vitamina D e in particolare dei suoi ruoli extra-scheletrici. Se c’è una persona al mondo che conosce intimamente il ruolo e l’importanza della vitamina D per il mantenimento della nostra salute è proprio il Prof. M.F. Holick.

Il Prof. Holick risponderà oggi ad alcune delle domande più frequenti poste durante congressi e seminari in cui si parla di Vitamina D: 

Il Prof. M.F. Holick

  • Quantitativo ottimale di micronutriente per una supplementazione, sicurezza e tollerabilità
  • Fabbisogno nelle patologie autoimmuni
  • Necessità di integrazione simultanea con Vitamina K
  • Confronto tra efficacia della somministrazione giornaliera, bi-settimanale, mensile
  • Correlazione con il metabolismo del testosterone

M. Salamone: In assenza di un dato di laboratorio sulle concentrazioni ematiche di Vit. D, quanto è giusto integrare per mantenere uno stato di salute ottimale?

Prof. M.F. Holick: Se facciamo riferimento alle indicazioni delle maggiori società scientifiche internazionali vediamo che le linee guida raccomandano da 400 a 1.000 UI (Unità Internazionali N.d.R.) al giorno per i neonati sin dai primi giorni di vita, da 600 a 1.000 UI al giorno per i bambini, gli adolescenti dovrebbero essere trattati come adulti con un apporto di 1.500-2.000 UI/die. In presenza di obesità si ha bisogno di quantitativi da 2 a 3 volte maggiori. Io personalmente assumo 4.000 UI al giorno e a tutti i miei pazienti raccomando almeno 3.000 UI al giorno. E’ perfettamente sicuro. Bisogna arrivare ad un dosaggio di oltre 15.000 UI al giorno per tutto l’anno prima di preoccuparsi della possibile tossicità.

M. Salamone: L’apporto giornaliero dovrebbe essere uguale nelle persone affette da patologie autoimmuni?

Prof. M.F. Holick: Io seguo numerosi pazienti affetti da patologie autoimmuni, come ad esempio la sclerosi multipla, e li tratto con gli stessi quantitativi. Ci sono colleghi che utilizzano quantitativi molto maggiori, ma questo deve essere fatto con grande cautela. Ci sono parametri ematologici da monitorare con grande attenzione.

M. Salamone: Suggerisce quindi di monitorare anche il paratormone (PTH)?

Prof. M.F. Holick: Sì, molto importante, veramente. Durante l’anno devono essere monitorati anche la calcemia e l’escrezione di calcio e di creatinina nelle urine delle 24 ore per essere sicuri che resti nei parametri fisiologici e poi naturalmente anche il paratormone.

M. Salamone: È necessario integrare sempre vitamina K insieme alla vitamina D o in presenza di una dieta varia è sufficiente la sola vitamina D? Qual è la sua opinione?

Prof. M.F. Holick: La risposta è semplice. Non ci sono evidenze che suggeriscano la necessità di integrare con vitamina K affinchè la vitamina D possa funzionare o per il suo assorbimento. Non dico mai ai miei pazienti di integrare anche con vitamina K perchè solitamente quello che si assorbe dalla dieta e dalla produzione endogena gastrointestinale è sufficiente.

M. Salamone: C’è differenza tra una integrazione giornaliera, settimanale, bisettimanale o mensile con la vitamina D? Pensa che una integrazione su base giornaliera, per esempio con compresse masticabili o gellule, possa essere migliore rispetto alle altre modalità?

Prof. M.F. Holick: Io ho cominciato a proporre un programma di integrazione ogni 15 giorni già nel 1998 e pubblicato un importante lavoro su questo. Ho dimostrato che la somministrazione bisettimanale è molto efficace. Ma l’integrazione giornaliera è migliore. Assumendo la vitamina D ogni giorno essa lavora meglio.
Ci sono nuove evidenze sul fatto che forse l’assunzione giornaliera possa portare modifiche metaboliche che vanno oltre i benefici apportati da una assunzione bisettimanale o mensile.

M. Salamone: Ieri si è parlato tanto di sarcopenia e di anziano in stato di fragilità. C’è qualche correlazione tra vitamina D e trofismo dell’apparato muscoloscheletrico che può essere mediata dal testosterone?

Prof. M.F. Holick: Ci sono studi che suggeriscono questo, ma non sono ancora convincenti e io non ho visto questo nei miei pazienti.

Il Prof. Holick ha poi tenuto una straordinaria lezione sul metabolismo e ruolo salutistico e terapeutico della vitamina D.
Ha ricordato che ⇒

  • L’apporto alimentare di vitamina D è irrisorio e che solo il pesce molto grasso può apportare un poco di vitamina D non comunque sufficiente al nostro fabbisogno. 
  • Abbiamo bisogno di sole per produrre la vitamina D attraverso la pelle; non è necessario ustionarsi né un’abbronzatura eccessiva. Non bisogna sottovalutare il rischio di tumori della pelle e la capacità dei protettivi solari di rendere inefficace l’esposizione al sole per la produzione della vitamina ormone.
  • La capacità della vitamina D di avere azioni salutistiche e terapeutiche (prevenzione e trattamento) sia di patologie muscoloscheletriche che extra-scheletriche.
  • La totale sicurezza della vitamina D e gli aspetti farmacoeconomici.

Il Prof. Holick ha sottolineato come la vitamina D sia un intervento estremamente efficace, tollerato e di basso costo per un utilizzo generale nella popolazione mirato a contrastare l’epidemia carenziale globale oltre ovviamente a quello specifico per sostenere la salute delle ossa e prevenire le fratture osteoporotiche.

 

Sito web del Prof. Holick

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