Sempre più italiani scelgono gli integratori come prevenzione

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Sono numeri in crescita quelli del comparto integratori alimentari, un settore che sembra rispondere adeguatamente alla domanda crescente degli italiani di salute e prevenzione.

I dati, risultato di un’indagine GFK, presentati in anteprima in occasione della XVIII Convention dell’Associazione FederSalus, ci raccontano che ben 32 milioni di italiani (62% della popolazione adulta) hanno consumato almeno un integratore nell’ultimo anno.

Sono 100.000 gli addetti impiegati nel settore (inclusi informatori medico scientifici e agenti di vendita), con un fatturato 2016 che ha raggiunto quota 2,8 miliardi di euro (+6,5%), per un totale di quasi 200 milioni di confezioni vendute (+5,1%).

Le ragioni di questa “fame” d’integratori sono da ricercarsi in una maggiore attenzione al proprio benessere, alla salute, una maggiore consapevolezza e una ricerca di uno stile di vita sano.

Le persone diventano sempre più competenti in questa richiesta dell’integratore più adatto, anche se ancora il 35% dei consumatori viene consigliato dal medico ed un altro 35% si affida al farmacista.  

Si ricorrre ad un integratore per ricercare l’equilibrio fra lavoro e tempo libero (+16%), per attenzione all’alimentazione (+ 8%), al peso (+ 9%), per il movimento e l’attività fisica (+ 18%), per controllare e monitorare la salute (+12%). Così come diversi sono gli utilizzi che i consumatori prediligono: tono, rinforzo ed energia (36%), benessere (15%), prevenzione (22%) e disturbi specifici (29%). 

Si tratta di un fenomeno che si caratterizza per la sua trasversalità generazionale e dei sessi: tutte le fasce di età e sia uomini che donne sono interessati.  Si tratta di risultati che premiano “un settore il cui valore non è sempre riconosciuto quando si parla di salute e che oggi, di fronte alla confluenza di diversi fattori contingenti quali l’aumento dell’aspettativa di vita (dagli 80 anni di oggi si passerà agli 85 nel 2050), l’invecchiamento della popolazione (nel 2050 gli italiani over 65 rappresenteranno il 33% della popolazione) e l’aumento delle patologie croniche, può rappresentare una delle leve in grado di contribuire ad un diverso indirizzamento delle risorse economiche pubbliche disponibili”, come sostengono da FederSalus.

“Le soluzioni che possono essere messe in campo sono numerose e rappresentano senza dubbio la grande sfida nella programmazione del nostro Sistema Sanitario” – afferma Andrea Costa, presidente FederSalus – “Anche grazie all’innovazione di prodotto, l’integratore può essere un’arma efficace sul piano della prevenzione primaria, in grado di agire positivamente, all’interno di un quadro più ampio, nella riduzione di fattori di rischio di patologie croniche”.

 

[Photo Credits nonsprecare.it]

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