Insulino resistenza: un approccio integrativo

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Le cellule insulino resistenti non solo si oppongono all’entrata del glucosio nella cellula (e anche dei grassi nelle cellule adipose) ma anche ad altri nutrienti che dipendo appunto dall’insulina: stiamo parlano di vitamina C  e carnitina. Quindi  in presenza di questo quadro patologico si verifica anche una “vitamina C resistenza” che è la concausa di un maggiore stress ossidativo con ripercussioni negative  sulla attività dei mitocondri che vanno incontro ad una perdita di efficienza consumando meno glucosio.

Un quadro che va ad aggravare la situazione preesistente.

Stesso discorso vale per la carnitina il cui ingresso nelle cellule avviene efficacemente in presenza di insulina. E se all’interno delle cellule entrerà meno carnitina il metabolismo dei grassi si incepperà andando a rallentare una delle tante vie di smaltimento del glucosio in eccesso con aggravamento del quadro patologico.

Quindi tenuto conto di quanto sopra esposto, la terapia dovrebbe essere sempre affiancata da una corretta integrazione.

A supporto di ciò, oltre una terapia comportamentale e dietologica, validi aiuti che ci vengono incontro e alla portata di tutte le tasche sono l’utilizzo di integratori dedicati e spezie dal potere insulino-mimetico.

Ricordo brevemente la cannella (come spezia, senza diventare pazzi a ricercarla come integratore) da aggiungere ai pasti glucidici, l’acido alfa-R-lipoico e cromo picolinato (i quali devono già essere in circolo quando assumiamo carboidrati, quindi la loro assunzione 10/15 minuti prima di un pasto). Per i dosaggi vietato il fai da te e anche le generalizzazioni che tanto piacciono ai lettori. Ricordo inoltre di ricercare sempre la massima qualità dei prodotti utilizzati in particolare quelli riguardanti integratori di cromo che spesse volte possono essere contaminati.

 

[Photo Credits Weight Loss Resources]

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Nutrizione e Farmacologia

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