Soft drink e disfunzioni sessuali

Scritto da
Marco Tullio Cau

Il titolo è volutamente provocatorio, anche se qualche anno fa era uscito uno studio analogo su di una prestigiosa rivista europea di urologia così come qualcosa di simile appare sul sito di una delle società di medicina sessuale più importanti.

In effetti l’abuso dei vari soft drinks che tutti conosciamo (stimato essere, in media, intorno ai cento litri pro-capite) ma anche di bevande come succhi di frutta commerciali, tè zuccherati et similia, è un problema a volte sottovalutato e così le calorie si accumulano: a livello di assimilazione e picchi glicemici c’è differenza tra mangiare un frutto con la sua buccia e berne solo il succo, senza parlare appunto dei vari prodotti dolcificati, magari con sciroppo di fruttosio.

Ovviamente anche a livello nutrizionale c’è una bella differenza tra una spremuta d’arancia (appena spremuta) e una bibita qualsiasi, ma in ogni caso le persone assumono questi liquidi con eccessiva nonchalance, addirittura omettendone il consumo, almeno di primo acchito, quando riferiscono i dettagli della loro dieta: aspetto che ne sottolinea appunto quasi una rimozione, dato che inconsciamente pare non se ne tenga conto.

Al di là dell’iperbole del titolo, vediamo dove porta un eccesso di carboidrati raffinati: oltre alla qualità contano infatti anche le quantità. La sindrome metabolica è uno degli esiti più comuni, con il suo “bagaglio” di obesità, iperglicemia, pressione sistemica eccessiva, HDL basso, trigliceridi alti: una recente review apparsa sul Journal of Sex Medicine ha messo a confronto 8 diversi studi, rilevando come i soggetti che presentano un quadro clinico assimilabile appunto alla SM, abbiano una possibilità 2.6 maggiore di avere un deficit erettile rispetto alla norma e altre ricerche assegnano una percentuale anche maggiore.

Un eccesso di glicemia costante, dovuto (anche) alle bevande zuccherate, che hanno un indice glicemico elevato, provoca una eccessiva secrezione di insulina che, tra le altre azioni, ha quella di stimolare negli epatociti la produzione di VLDL e LDL, che sono anche carriers dei trigliceridi: questo incremento contribuisce al danno vascolare ed alla infiammazione, provocando alterazioni dell’endotelio e favorendo la progressione dell’aterosclerosi, tutti fattori che contribuiscono al deficit erettile (e non solo…!).

Una iperglicemia per così dire di base, determina anche l’insulino-resistenza che a sua volta arreca un altro insulto all’endotelio, peggiorando la disponibilità di quell’ossido nitrico che sappiamo essere così importante ai fini dell’irrorazione sanguigna degli organi sessuali maschile e femminili.

Tutto quanto appena descritto è ancora più vero proprio per le arterie cavernose, grazie al loro ridotto diametro e alto contenuto proprio di endotelio e cellule muscolari lisce: la vasodilatazione ne risulta massivamente compromessa e anche la risposta ai farmaci che facilitano detta funzione diviene minore: una pasticca, per quanto efficace, cura solo il sintomo e momentaneamente. A lungo andare quei comportamenti errati che hanno cagionato il problema, non faranno altro che esacerbarlo, fino a rendere quasi inefficace quei rimedi che pongono solo una toppa.

Senza andare alla radice del problema non si andrà lontano!

Peraltro, molte di queste bevande sono ricche anche di uno zucchero più economico e duttile, lo sciroppo di mais ad alto contenuto in fruttosio: questa sostanza crea maggiori problemi al metabolismo glicemico ed è anche più lipogenica del glucosio. Non dimentichiamo che il grasso viscerale in eccesso secerne sostanze pro-infiammatorie che vanno ad intaccare il sistema vascolare, quello nervoso periferico e anche il milieu ormonale.

Infatti il soggetto obeso ha frequentemente bassi livelli ormonali, i quali, oltre a ridurre la libido, comportano anche una diminuzione delle proprietà fibroelastiche dei corpi cavernosi e della tunica albuginea nonché un peggioramento endoteliale localizzato, con tutte le conseguenze del caso!

Proprio nello studio citato in apertura gli autori sottolineano come un comportamento errato a tavola porti ad una lenta e asintomatica progressione dei deficit sessuali (fanno notare come molti pazienti esaminati soffrissero di una ridotta funzione endoteliale peniena erettile senza esibire al contempo significative alterazioni endoteliali periferiche): più in alto compare la parola “ dieta”, δίαιτα nell’antica Grecia indicava il complesso delle norme di vita (alimentazione, attività fisica, riposo…) atte a mantenere lo stato di salute.

Credo che sia proprio il caso di partire da lì per non incorrere nei tanti mali dell’uomo moderno!

 

[Photo Credits ELYTIS Hospital, seotradmawacen]

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Sessuologia

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