Perdere Peso Ciclicamente Aumenta Il Rischio Cardiovascolare

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Tra i risultati più difficili da ottenere quando ci si mette a dieta c’è il mantenimento del peso raggiunto dopo essere partiti da uno stato di obesità. Al giorno d’oggi le teorie sulle strategie di perdita di calo ponderale, o per essere più precisi per la perdita di massa grassa, sono sempre in aggiornamento, con riscontri scientifici e pratici molto incoraggianti, ma non bisogna mai dimenticare le basi da cui iniziare a ragionare.

C’è un detto infatti, che narra “Senza le basi, dimenticate le altezze”.Partiamo da alcuni concetti semplici e basilari: se mangiamo troppo ingrassiamo e se mangiamo nelle giuste quantità, il peso rimane stabile o dimagriamo e ancora, se abbiniamo al regime alimentare l’attività fisica, il calo ponderale sarà più efficace e duraturo.

Ma quale deve essere la restrizione calorica ideale per ottenere un dimagrimento di qualità?

Si è stimata una sottrazione compresa tra le 500 e 1000 Kcal giornaliere dal consumo energetico e questa strategia risulta più efficace e duratura nel tempo.

Il mantenimento del peso corporeo non è solo correlato alla strategia dietetica, ma soprattutto all’educazione che si riceve da parte del nutrizionista e quanto questa nuova forma mentis affondi le radici nell’anima del paziente.

È stato dimostrato, purtroppo, che pochissimi soggetti sottoposti a un percorso dietetico finalizzato alla perdita di peso, derivanti da uno stato di obesità, mantengano nel tempo i risultati, per cui abbracciare un “fitness lifestyle” è alla base del successo.

In definitiva è meglio partire convinti, con un progetto a lungo termine, che provare a dimagrire, magari solo per limitare il disagio in spiaggia, anche perché questo approccio ha ripercussioni disastrose.

Una dieta restrittiva comporta un abbassamento del metabolismo, attuato dall’organismo per diminuire la spesa energetica, onde evitare il consumo di strutture vitali, che porta con sé gli strumenti per ingrassare più velocemente una volta interrotto il regime, per poi abbassarsi ulteriormente se si ricade nello stesso circolo vizioso.
La ciclicità nella variazione della massa corporea comporta enormi rischi sul piano medico, aumentando il rischio di infarto.
Ovviamente questo non deve scoraggiare da iniziare una nuova dieta laddove si abbia avuto un’interruzione dal momento che l’eccesso di grasso è sempre più rischioso della ciclizzazione delle diete.

È quindi chiaro che il solo approccio dietetico risulti fallimentare e indovinate un po’ chi diventa l’attore principale che consente un dimagrimento di qualità protratto nel tempo?

Esatto, l’attività fisica!

La scienza evidenzia sempre di più che i soggetti fisicamente attivi hanno un controllo della massa corporea ottimale, soprattutto chi adotta un’attività di tipo aerobico. Tuttavia ricordiamo che, senza un’adeguata massa muscolare, l’ossidazione degli acidi grassi è ridotta, per cui un programma di allenamento serio dovrebbe prevedere anche esercizi con sovraccarichi.

Vediamo dunque quale potrebbe essere il miglior approccio per somministrare al soggetto obeso l’attività fisica

Iniziamo col dire che esiste una relazione di dose-effetto tra il dispendio energetico totale dell’attività fisica e la riduzione della massa grassa.

Nel soggetto obeso non c’è bisogno di incrementare l’intensità dell’esercizio per aumentare il consumo di grasso, bensì è possibile aumentare l’energia derivante dall’ossidazione lipidica mediante l’aumento del minutaggio dell’attività.

Un noto studio ha evidenziato l’importanza della durata in un programma di calo ponderale su tre gruppi di soggetti maschi che hanno svolto, per 20 settimane, attività aerobica sotto forma di corsa, rispettivamente per 15, 30 e 45 minuti. Rispetto ai sedentari di controllo, il gruppo dei 45 minuti ha ottenuto il massimo dell’effetto dimagrante, che fu attribuito al maggior consumo calorico.

Per un soggetto sovrappeso o obeso, ex sedentario, il programma di allenamento deve essere molto progressivo, in modo da proporgli piccoli obiettivi a breve termine.

S’inizia col camminare fino a raggiungere, dopo qualche giorno, una lieve corsetta (ovviamente dipende anche dal grado di obesità). Per ottenere risultati apprezzabili, il tempo è di 12 – 15 settimane.

L’esercizio deve essere fatto a cadenza regolare, almeno 3 volte a settimana. Se l’attività è svolta più di 3 volte, l’effetto sarà aumentato e anche questa volta il risultato è da attribuire al dispendio energetico.

Al mondo tutti abbiamo diritto di migliorare e la scienza ci viene in supporto indicandoci la via, noi dobbiamo solo cogliere il suggerimento e iniziare con il primo passo.

 

Per seguire il Dr. D’Agostino:

www.sifaformazione.it  SIFA (Presidente del consiglio d’amministrazione)

www.fitnessplay.net  (Fondatore e coordinatore)

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