Valutazione Dello Stato Nutrizionale

Scritto da
Fabrizio D'Agostino

La salute, intesa come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale è indissolubilmente condizionata dagli stili di vita e trova nell’alimentazione due facce della stessa medaglia, una che conduce verso una condizione fisiologica ed estetica eccellente, funzionale e risolutiva per molti problemi giornalieri e un’altra che conduce verso un cammino di malessere, disagio e sofferenza per via dell’anteposizione che esiste tra soddisfazione edonistica e costruzione di un corpo la cui immagine influisce in maniera negativa sulla psicologia.

Ma come si fa ad indirizzare un soggetto verso una nuova strada, fatta di organizzazione e rinuncia a cibi poco salutistici ma tremendamente buoni ed appaganti? Come può, il nutrizionista, cambiare la prospettiva e stravolgere in positivo la vita di una persona?

Il cibo è desiderio, appagamento, gusto

Il cibo riporta all’infanzia, ad esperienze positive vissute in famiglia, contrapposte ai pasti frettolosi, colmi di stress e tensioni lavorative. Il cibo marca le festività e riunisce intorno alla stessa tavola persone care, amici e amori e la sua rinuncia provoca malessere e nervosismo.

Cambiare abitudini richiede energia, impegno, fastidio. Iniziamo dunque a pensare alla dieta non più come una strategia fatta di calorie, metabolismo e calcoli, ma come una strategia che debba essere cucita addosso al soggetto in modo da aumentarne la compliance e la voglia di intraprendere una strada diversa tendente al benessere.

Lavorare sulla storia del cliente, con il cliente, implica un costante e continuo sforzo per coinvolgerlo in tutte le decisioni che lo riguardano, dal momento che l’efficacia del trattamento dipende totalmente dalla consensualità con cui sono state prese.

Il primo passo da compiere per strutturare una dieta che sia davvero personalizzata è la valutazione dello stato nutrizionale dove per stato nutrizionale di un individuo si intende la risultante di un equilibrio tra l’apporto e il fabbisogno energetico di nutrienti.

La quantità di cibo introdotta dipende da diversi fattori, ne sono un esempio, come accennato poc’anzi, gli stati emozionali, culturali, economici, gli impegni lavorativi o da regimi dietetici squilibrati dettati dalle mode del momento o ancora da regimi alimentari prescritti a fini estetici e terapeutici, spesso drasticamente ipocalorici,  fino ad arrivare a stati morbosi particolari come la disfagia, l’anoressia e la bulimia, la depressione, ecc.

D’altra parte le alterazioni metaboliche possono influenzare l’assorbimento dei nutrienti, per non parlare degl’integratori e dei farmaci che possono inibire o potenziare l’azione degli alimenti.
Anche gli stati fisiologici risultano fondamentali per bilanciare correttamente il fabbisogno energico.

È intuitivo infatti pensare che atleti di ginnastica artistica o marzialisti fino agli utenti della palestra che svolgono le più moderne attività del panorama fitness come il crossfit e il pilates, oltre che il bodybuilding e tutte le discipline musicali, abbiano bisogno di un regime nutrizionale diverso dal popolo dei sedentari o delle gestanti fino al paziente allettato.

Solo quando si sinergizzano un regime dietetico equilibrato personalizzato per stato fisiologico, un corretto funzionamento dei meccanismi di assorbimento e un adeguato abbinamento di farmaci e/o integratori, lo stato nutrizionale risulta ottimale. In definitiva, lo stato nutrizionale è la risultante dei tre processi relativi all’introduzione (in termini di quantità e qualità di nutrienti assunti), all’assorbimento (processi che avvengono a livello gastro-intestinale) e all’utilizzazione dei nutrienti.

Alterazioni di uno o più di questi processi possono portare ad alterazioni dello stato nutrizionale. La valutazione dello stato di nutrizione si propone, quindi, di stimare in modo abbastanza veritiero, la componente energetica, confrontando la quantità di energia introdotta sotto forma di calorie con quella spesa sotto forma di lavoro.

La risultante di questo bilancio influenza la composizione corporea in termini di massa magra e massa grassa. Solo avendo tutte queste informazioni è possibile strutturare una dieta appropriata per il soggetto e iniziare con lui un percorso di educazione alimentare.

 

Per seguire il Dr. D’Agostino:

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